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Flotilla, attivisti ricoverati a Istanbul. Ben-Gvir interdetto dal territorio francese

Cronaca
©Ansa

Altri sei partecipanti alla missione sono rientrati in Italia. Circa 50 persone si trovano invece ancora negli ospedali della città turca. "Tecnicamente siamo stati in un campo di concentramento galleggiante in mezzo al Mediterraneo - hanno raccontato due attivisti fiorentini -Sappiamo dell'uso di taser su persone bagnate, di molestie sessuali, che hanno sparato sulle persone con dei pallini. Abbiamo visto gente implorare per allargare le fascette perché avevano le mani che stavano sanguinando"

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Il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir da oggi "è interdetto dall'accesso al territorio francese": lo ha annunciato su X il capo della diplomazia di Parigi, Jean-Noël Barrot. "Questa decisione fa seguito ai suoi comportamenti inqualificabili nei confronti di cittadini francesi ed europei passeggeri della flottiglia Global Sumud", ha aggiunto, sostenendo tuttavia che il governo di cui fa parte "disapprova l'iniziativa" della Flotilla. Intanto dopo aver lasciato il carcere israeliano di Ketziot, circa 50 attivisti della Flotilla sono stati ricoverati in ospedale a Istanbul, dove sono atterrati giovedì pomeriggio con tre voli charter. E vanno avanti le indagini della Procura di Roma e sono stati ascoltati i primi due italiani rimpatriati: il deputato del M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani. Dai loro racconti sono emersi i dettagli delle violenze subite dopo l'ultimo abbordaggio delle barche della missione umanitaria diretta a Gaza. I pm di piazzale Clodio, oltre al sequestro di persona, stanno valutando anche altri reati tra cui la tortura e la violenza sessuale.

Attivista bolognese: "Botte e pugni davanti a Ben Gvir"

Intanto, altri partecipanti italiani alla missione hanno fatto rientro a casa. Una di loro, Ilaria Mancosu, attivista bolognese di Rivolta Pride, ha raccontato che si trovava nel capannone dove è arrivato il ministro Ben-Gvir. “Ogni volta che si intonava un 'Free Palestine' partivano delle botte. Venivano a darti dei pugni, a schiacciarti la faccia per terra e a darti dei calci, davanti al ministro", ha detto. E ancora: “Ci hanno messo le manette a mani e piedi, l'intenzione era quella di scalfirci sotto tutti gli aspetti, ma più ci umiliavano e tentavano di disumanizzarci, più noi ci sentivamo forti". Mancosu aggiunge che gli attivisti sono stati costretti a dormire “nudi” solo con una maglietta, senza materassi. “Ci spostavano di stanza in stanza continuando a accendere le luci", dice, sottolineando che tra le navi prigioni che li hanno prelevati in acque internazionali, "c'è stato un trattamento differente: a partire dalla terza barca in poi intercettata, hanno iniziato a chiudere tutti nei container, picchiare maschi e femmine indistintamente. Io ero nella nave prigione dove c'è stato uno sparo, pare, accidentale".

Un italiano ricoverato a Istanbul

Se molti hanno fatto rientro nei propri Paesi, decine di attivisti sono invece ancora ricoverati a Istanbul, tra cui il 69enne Ruggero Zeni. "Ci riferiscono che in tanti hanno ripotato lesioni serie e alcuni sono sotto shock", ha detto Maria Elena Delia, portavoce italiana della Gobal Sumud Flotilla. L'attivista trentino, in particolare, si trova nel nosocomio Basaksehir Cam ve Sakura, alla periferia occidentale della città sul Bosforo. "Ruggero ha avuto la possibilità di telefonare al figlio Manuel. Gli ha raccontato che è in osservazione per i postumi di un pugno al fegato sferrato inaspettatamente da un carceriere israeliano", ha detto il fratello Danilo, spiegando che "ieri sera (giovedì, ndr) non era in condizioni di affrontare il viaggio". Ma, ha aggiunto, "se continua a migliorare lunedì dovrebbe poter rientrare a Málaga, dove abita".

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Le indagini italiane

Intanto i Pm di Roma, dopo aver acquisito il video diffuso dai canali social del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui si vedono gli attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena, analizzeranno il filmato per verificare la presenza di italiani in quella situazione e valuteranno le parole di scherno pronunciate dal ministro. Nel frattempo il team legale italiano sta lavorando a un'integrazione alla querela depositata il 19 maggio e valuta una denuncia per tortura riguardo le condizioni in cui gli attivisti sono stati trattenuti in Israele. I legali stanno iniziando a raccogliere le testimonianze dei connazionali rientrati in Italia e, sulla base delle loro "sommarie informazioni", denunceranno alla magistratura i reati subiti.

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Gli attivisti: "Siamo stati in un campo di concentramento galleggiante"

E con il passare delle ore arrivano nuovi particolari sull'abbordaggio delle barche della missione e sulla detenzione in Israele. "Tecnicamente siamo stati in un campo di concentramento galleggiante in mezzo al Mediterraneo", sostengono gli attivisti fiorentini Dario Salvetti e Antonella Bundu. Poi raccontano: "Sappiamo dell'uso di taser su persone bagnate, al collo o sui genitali, sappiamo di molestie sessuali, che hanno sparato sulle persone con dei pallini. Abbiamo visto gente implorare per allargare le fascette perché avevano le mani che stavano sanguinando. Ci hanno sparato con il cannone ad acqua un liquido giallo per spingerci nei container con il filo spinato. Poi ti riprendono in video e sono fieri di questo". Ma i partecipanti alla missione restano determinanti: "Lo rifaremmo, non ci hanno piegati. Qualsiasi cosa abbiamo vissuto è nulla rispetto a quello che vivono ogni giorno i palestinesi".

Attivisti ad Ancona: "Nessun dubbio sulle torture"

"Vogliamo rispondere a chi solleva dei dubbi sulle nostre torture: le denunce son già partite il 18 maggio e molti di noi si stanno facendo refertare in queste ore negli ospedali italiani", ha detto in una conferenza stampa Vittorio Sergi, l'insegnante di Senigallia che ha partecipato alla missione della Global Sumud Flotilla, una volta tornato ad Ancona dopo essere stato sequestrato e fermato dalle autorità israeliane. Sergi ha parlato questa mattina all'evento, organizzato dal Coordinamento Marche per la Palestina, insieme a un altro attivista, Marco Montenovi di Ancona. "Saremo sentiti in questi giorni dal team legale e nell'ambito dei due fascicoli aperti in Procura a Roma su questa vicenda", ha aggiunto Montenovi. "Il viaggio di ritorno e di andata sono stati completamente a carico della Global Sumud Flotilla e non abbiamo mai chiesto nulla al governo italiano", ha sottolineato Sergi.

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L'Ue apre alle sanzioni a Ben-Gvir

Sul fronte internazionale diversi Paesi membri, su iniziativa dell'Italia, hanno formalmente chiesto all'Unione europea di lavorare a una proposta di sanzioni per il ministro Ben-Gvir e l'Alto Rappresentante Kaja Kallas ha accolto la richiesta. Gli uffici del Servizio di Azione Esterna lavoreranno a una o più opzioni da qui al 15 giugno, quando il dossier finirà sul tavolo del Consiglio Affari Esteri. Tuttavia, perché si concretizzi il via libera alle misure restrittive per Ben-Gvir serve l'unanimità: al momento la Germania appare chiusa nel silenzio, la Repubblica Ceca è tra i Paesi che più si sono opposti a sanzionare in qualsiasi forma Israele e l'Ungheria non ha più Viktor Orban, ma le sue relazioni con lo Stato ebraico sono storiche. Intanto la prossima settimana saranno formalizzate le sanzioni per i coloni violenti, approvate nell'ultimo Consiglio Affari Esteri.

Un convoglio della Flotilla accampato in Libia: "Rifiutati da Haftar su aiuti a Gaza"

 Un convoglio della Flotilla si trova accampato in Libia, alle porte di Sirte, per il settimo giorno. "Nelle ultime quarantotto ore le nostre delegazioni sono state rifiutate da parte delle autorità della Libia dell'Est, chiudendo di fatto qualsiasi possibilità di dialogo con la Mezzaluna Rossa. Le indicazioni sono state di lasciare qui gli aiuti senza alcuna garanzia e di tornare indietro. Ci opponiamo con decisione a questa richiesta da parte delle autorità di Haftar e chiediamo garanzie che gli aiuti siano consegnati dalla Mezzaluna Rossa alla popolazione di Gaza", comunica Flotilla Italia sui social.

Attivisti Flotilla spagnoli tornano a casa, scontri e arresti all'aeroporto

La polizia spagnola ha fermato oggi quattro persone all'aeroporto di Bilbao, in seguito agli scontri scoppiati dopo il ritorno a casa di alcuni attivisti della Flotilla. Tutto è successo mentre i sostenitori si radunavano nella sala arrivi per dare il benvenuto a sei attivisti giunti con un volo dalla Turchia, dopo essere stati fermati dalle forze israeliane. Quando un parente di uno degli attivisti ha cercato di avvicinarsi, un agente di polizia glielo ha impedito con la forza, provocando una colluttazione tra le due parti, secondo quanto riportato da Tve. Le immagini trasmesse dalla rete hanno mostrato la polizia che colpiva le persone con i manganelli all'aeroporto e ne immobilizzava altre a terra, tra le risate e gli scherni dei presenti.

epa11829072 Israeli far-right Minister of National Security, Itamar Ben-Gvir, delivering a statement to the media, at his ministry headquarters in Jerusalem, 16 January 2025. Ben-Gvir said he would quit the government if Israel's cabinet approved the Israel-Hamas ceasefire and hostage-release deal.  EPA/ATEF SAFADI

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