Ieri sono rientrati a Fiumicino gli italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza rilasciati dal governo israeliano. Racconti choc, tra pestaggi e abusi sessuali. La procura di Roma acquisirà il video diffuso da Ben Gvir mentre deride i partecipanti alla missione inginocchiati con le mani legate dietro la schiena
Sono tornati a Roma la scorsa notte gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza rilasciati da Israele. Al loro rientro a Fiumicino hanno parlato di torture subite, sia fisiche che psicologiche e di aver vissuto per 48 ore in un campo di concentramento. Fonti dell'organizzazione hanno denunciato che circa una cinquanta di attivisti sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato. Il consolato d'Italia a Istanbul sta seguendo il caso. Intanto l’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha accettato la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani di lavorare a sanzioni contro il ministro israeliano della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir.
L'italiano ricoverato
Il connazionale ricoverato in Turchia è stato assistito all'arrivo dal personale del Consolato generale d'Italia, al quale ha comunicato che sarebbe rimasto a Istanbul per seguire un gruppo di attivisti spagnoli bisognosi di assistenza. Giunto in ospedale è però stato ricoverato a sua volta, per accertamenti. Il Console generale a
Istanbul è in contatto con i medici dell'ospedale per raccogliere maggiori informazioni sulle sue condizioni e per poter comunicare con lui, dato che non ha il cellulare.
Il rientro degli italiani
"A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica. Per andare al porto mi hanno chiuso in una gabbia di ferro di un metro, dove non si vedeva nulla e fuori i cani che abbaiavano e graffiavano sul ferro", è la testimonianza di Antonella Mundu, toscana. "Se prima eravamo tornati umiliati ma sostanzialmente integri, stavolta torniamo letteralmente con le ossa rotte", è invece il commento di Luca Poggi. "Mi hanno buttato a terra, riempito di botte in quattro, mi mettevano fascette sulle mani stringendole e poi le staccavano via tirandole. Ma ancora, cercavano di farmi uscire la spalla, oppure mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo", sono invece le descrizioni di Marco Montenovi, 43enne di Ancona. Un altro gruppo di attivisti era arrivato poco prima a Roma da Istanbul. Nella capitale turca erano giunti nel tardo pomeriggio a bordo di uno dei voli charter della Turkish decollati da Eilat con tutti gli altri attivisti di vari Paesi che avevano partecipato alla missione. I primi a rientrare erano stati in mattinata, via Atene, il giornalista Alessandro Mantovani e il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, che ha raccontato: "Ci pestavano e ci dicevano 'Welcome to Israel’, ci hanno picchiato selvaggiamente”. Racconti che combaciano con quelli di altri attivisti liberati dal centro di detenzione di Ketziot.
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Le denunce
Intanto è stata già trasmessa nei giorni scorsi a piazzale Clodio una nuova denuncia da parte del team legale italiano della Global Sumud Flotilla, in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona. Le avvocate annunciano un'integrazione che verrà inviata nei prossimi giorni dopo avere raccolto le testimonianze dei connazionali. Gli attivisti verranno con ogni probabilità ascoltati dalle forze dell'ordine. E finirà agli atti dell'indagine della Procura della Capitale anche il video diffuso mercoledì sui propri canali social dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui gli attivisti appaiono inginocchiati, con le mani legate dietro la schiena e derisi. Mentre il team legale internazionale si appresta a procedere anche di fronte alla Corte penale internazionale.
Servizio penitenziario Israele: "Attivisti trattati secondo procedura"
Intanto, il Servizio penitenziario israeliano ha dichiarato che il suo personale ha agito "secondo le procedure" dopo la diffusione del video in cui si vedono attivisti subire un trattamento umiliante da parte del personale di sicurezza. "Al momento dell'arrivo dei detenuti, le guardie carcerarie erano tenute ad agire per mantenere l'ordine e la sicurezza del sito. Tutte le azioni sono state eseguite in conformità con le procedure e le considerazioni professionali", ha affermato il Servizio penitenziario.
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Il medico dopo il ritorno in Italia: “Nessun briciolo di umanità”
"Ho avuto a che fare con subumani che non hanno nessun briciolo di umanità". È la testimonianza di Alfonso Coletta, il medico anestesista rianimatore, in pensione, rientrato nella notte a Siena dopo l'arresto mentre era a bordo della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. "Mi sono rimesso in gioco dopo tante altre esperienze in campo medico partecipando a questa missione, è stata un'esperienza molto forte, dove ho provato in diretta tutto quello che avevo sentito raccontare da casa. Fortunatamente non ho subito violenze fisiche notevoli come altri compagni che sono tornati con fratture varie, mi fanno ancora male i polsi con le manette messe davanti e dietro. Ci spostavano continuamente tra celle carcerarie diverse, tutta una tecnica per cercare di farti perdere l'equilibrio mentale".
Ue accoglie richiesta di Tajani su sanzioni a Ben Gvir
Intanto l’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha accettato la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani di lavorare a sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir. Secondo quanto appreso dall'ANSA, durante la riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 l'Italia ha chiesto ufficialmente che al Consiglio Affari Esteri del 15 giugno sia discussa la proposta di sanzioni. La richiesta dell'Italia è stata sostenuta da diversi Paesi. Le sanzioni contro un gruppo di coloni israeliani responsabili di atti di violenza saranno invece formalmente approvate la prossima settimana.