Monopattini elettrici, da domenica 17 maggio scatta l’obbligo della targa

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

I proprietari di monopattini elettrici devono dotarsi dell’apposito contrassegno identificativo da installare sul mezzo e chi non si adegua andrà incontro a sanzioni fino a 400 euro. L'obbligo di circolazione con contrassegno è previsto dal 17 maggio 2026, secondo quanto rende noto il Mit. Prosegue quindi in questi giorni su tutto il territorio nazionale l'attività delle Motorizzazioni civili per il rilascio del documento per monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Già rilasciati 50 mila contrassegni

Alla data del 14 maggio sono state presentate oltre 40mila richieste, di cui quasi il 60% negli ultimi 10 giorni, e risultano già emessi circa 50 mila contrassegni. L’attività viene gestita attraverso la piattaforma telematica attiva dal 18 marzo 2026, data di entrata in vigore del Decreto Direttoriale n. 110/2026, che disciplina il funzionamento del sistema di gestione delle domande.

 

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Come fare

La richiesta del contrassegno avviene esclusivamente online, tramite il Portale dell’automobilista o rivolgendosi ad una agenzia di pratiche auto. Una volta completata la procedura telematica e verificata positivamente la pratica, gli utenti ricevono una comunicazione via e-mail e possono prenotare il ritiro del contrassegno presso l'Ufficio Motorizzazione Civile selezionato.

 

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Numerose richieste

Per far fronte all'elevato numero di richieste registrate nelle ultime settimane, le Motorizzazioni civili hanno attivato un monitoraggio costante delle disponibilità e disposto un significativo incremento degli slot di prenotazione, con particolare attenzione alle sedi interessate dai maggiori volumi di domanda.

 

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Aperture straordinarie

Le strutture territoriali stanno operando per garantire il più ampio livello possibile di evasione delle richieste nei tempi previsti, anche attraverso l'ampliamento delle disponibilità giornaliere, la rimodulazione degli appuntamenti e aperture straordinarie degli sportelli. Tra le sedi che saranno aperte straordinariamente anche sabato 16 maggio figurano quelle di Roma, Milano e Torino.

 

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Come si applica la targa

Il Mit ricorda che il contrassegno deve essere applicato in modo visibile e permanente sul parafango posteriore del monopattino oppure, in assenza di quest’ultimo, sul piantone dello sterzo, secondo le modalità tecniche indicate nelle linee guida pubblicate sul Portale dell'Automobilista.

I costi

Il costo finale dell’operazione è di circa 35 euro (tra bollo, diritti di motorizzazione, costi di produzione ecc.) per chi si attiva autonomamente, e di circa 80 euro per chi si rivolge ad una agenzia specializzata. Per chi circola senza targa scatta una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro.

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L’appuntamento dopo il 16 maggio

Ma cosa succede a chi, pur avendo avviato la procedura, si è visto fissare un appuntamento per il rilascio del contrassegno in data successiva al 16 maggio? Il Portale dell’Automobilista “invita l'utenza interessata a valutare la possibilità di procedere con la cancellazione della prenotazione effettuata per la riprogrammazione dell'appuntamento in una data antecedente”.

Assoutenti chiede chiarimenti

“Riteniamo che su questo punto il Mit debba fornire ulteriori chiarimenti allo scopo di evitare ai cittadini di incorrere in sanzioni, spiegando se chi ha presentato domanda per il rilascio della targa prima del 16 maggio possa continuare a circolare col monopattino in attesa della consegna fisica del contrassegno”, afferma il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso.

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I problemi segnalati

Assoutenti ha inviato una istanza al ministero dei Trasporti segnalando diverse criticità legate al nuovo contrassegno. Numerose segnalazioni giunte all'associazione evidenziano alcune problematiche legate proprio alla natura del contrassegno. Un primo ordine di problemi riguarda l'adesione del contrassegno alle superfici del mezzo: qualora il parafango posteriore o il piantone dello sterzo non risultino perfettamente puliti, sgrassati e asciutti, l'adesivo non garantisce un'aderenza adeguata. La situazione è aggravata dal fatto che le superfici destinate all'applicazione sono frequentemente curve, ruvide o realizzate in plastica porosa, rendendo di fatto impossibile far aderire l'etichetta. - scrive Assoutenti nell'istanza al Mit - Il posizionamento sul parafango posteriore, poi, espone l'etichetta a forti vibrazioni durante la marcia, nonché a pioggia, fango e sbalzi di temperatura, fattori che ne accelerano il deterioramento e ne compromettono progressivamente la leggibilità. Un aspetto di particolare rilievo riguarda la natura antimanomissione e l'irreversibilità del contrassegno: l'etichetta è progettata con microtagli che ne determinano la frammentazione in caso di tentativo di rimozione, rendendo impossibile la riapposizione. Ne consegue che un posizionamento errato comporta la perdita definitiva del contrassegno e la necessità di richiederne uno nuovo, con relativi oneri a carico del cittadino.

Le richieste

"Per tali motivi abbiamo chiesto al Mit di rendere disponibili contrassegni con caratteristiche tecniche adeguate alle molteplici tipologie di superfici presenti sui monopattini in commercio, e di valutare forme alternative di identificazione del mezzo — quali un contrassegno rigido avvitabile, un sistema QR-code su supporto rigido o un codice identificativo gestito tramite banca dati — che garantiscano le medesime finalità di tracciabilità senza i rischi di applicazione errata o deterioramento", conclude il presidente Gabriele Melluso.

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L’obbligo di assicurazione

Discorso a parte merita l’obbligo di assicurazione per i monopattini. Su richiesta dell’Ania, infatti, la polizza obbligatoria è stata prorogata di due mesi e scatterà a partire dal prossimo 16 luglio, ma anche occorre fare chiarezza: per i monopattini non sarà sufficiente una generica polizza RC capofamiglia. La polizza obbligatoria per il monopattino, infatti, per avere validità legale deve riportare il codice del contrassegno identificativo del mezzo, il che di fatto esclude le generiche polizze famiglia. E non ci sarà, almeno per i primi due anni, in sistema dell’indennizzo diretto. “Trattandosi di una fattispecie del tutto nuova, la circolare del Mimit del 24 aprile scorso stabilisce due anni di tempo per monitorare l’andamento dei costi effettivi dei risarcimenti dei sinistri causati dai monopattini, in modo da costruire uno specifico forfait su base nazionale – spiega il presidente Gabriele Melluso – A tal fine l’Ivass dovrà informare ogni sei mesi il Ministero circa l’andamento dei sinistri occorsi dopo l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo. Nel frattempo per i sinistri stradali causati da monopattini sarà applicata la procedura di risarcimento ordinario prevista dall’articolo 148 del codice delle assicurazioni, e il danneggiato dovrà chiedere il risarcimento all’impresa assicuratrice del responsabile civile e non alla propria compagnia”.

 

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