Funerali Alex Zanardi, il figlio: “Non serve essere lui per avere una vita meravigliosa”

Cronaca
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Ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo, è morto lo scorso primo maggio a 59 anni. Oggi si sono tenute le esequie nella basilica di Santa Giustina a Padova. Oltre 2mila le persone che hanno riempito la chiesa sin dal mattino. Tra i presenti Gianni Morandi, Bebe Vio, l'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Per contenere la folla, allestito anche un maxischermo all'esterno

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Si sono tenuti oggi, nella basilica di Santa Giustina a Padova, i funerali di Alex Zanardi. Il feretro è arrivato alle 11. All'arrivo in Prato della Valle è scattato un lungo applauso, ripetuto a più riprese in chiesa. Ad accompagnare la bara bianca, la moglie di Zanardi Daniela Manni e il figlio Niccolò. Oltre 2mila le persone che hanno riempito la chiesa fin dal mattino. Su disposizione della famiglia non ci sono dirette televisive delle esequie. Per contenere amici, colleghi e tifosi che sono arrivati per dare l’ultimo saluto al campione, però, il Comune ha disposto l'allestimento di un maxischermo nell'antistante Prato della Valle, piazza tra le più grandi d'Europa. La moglie e il figlio di Zanardi, arrivando in chiesa, hanno salutato con le mani giunte in segno di ringraziamento la piccola folla assiepata sotto la pioggia.

Figlio: “Non serve essere Alex per avere una vita meravigliosa”

"Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa, chiunque può avere una vita meravigliosa e gratificante. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi”, ha detto Niccolò, figlio di Alex Zanardi, al funerale del padre. "Quando si faceva il caffè e impastava la pizza, lo faceva sempre col sorriso. E allora lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto, però quando la vedi con i tuoi occhi la capisci meglio: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione".

I funerali di Zanardi

Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo, è morto lo scorso primo maggio a 59 anni. Dopo l’ultimo incidente di Pienza nel 2020 e gli anni successivi trascorsi tra ricoveri e periodi a casa, da tre anni Zanardi era ricoverato in una struttura assistenziale specializzata: da lì è partito l'ultimo viaggio del quattro volte oro paralimpico. Al fianco del feretro il parroco della Basilica, padre Federico Lauretta. A celebrare il funerale è stato un vecchio amico di Zanardi, don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova. Nella basilica, vicino alla bara, era presente la hand bike di Zanardi. Il feretro è stato accompagnato all'entrata dagli atleti paralimpici di Obiettivo3, la squadra voluta e finanziata da Alex Zanardi e guidata dal figlio Niccolò. Tanti i volti noti in chiesa, tra i quali Gianni Morandi, Bebe Vio, l'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Don Marco Pozza: “"Alex siamo tutti noi? Dipende”

"Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma non mi importava: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore, questo mi importa", ha detto don Marco Pozza, prima di celebrare il rito funebre. "Alex siamo tutti noi? Dipende, se oggi sapremo cogliere questa eredità e farla nostra oppure se oggi la vivremo come uno show", ha aggiunto. 

Alex Zanardi

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Don Pozza: “Morte si è presa corpo Alex, ma le è sfuggita l'anima”

"Alex anche da morto continuerà a parlare di obiettivi”, ha detto don Marco Pozza, nell'omelia per Alex Zanardi durante i funerali. "Mi dispiace per la morte, pensava di averlo bevuto ma neanche stavolta ha fatto bene i conti. Si è presa il corpo, ma l'anima le è sfuggita. In corsia di sorpasso è andata a infilarsi dentro la carne e le storie dei ragazzi di Obiettivo3". Don Pozza ha ricordato Zanardi come un uomo "che sapeva usare il congiuntivo, una porta aperta". E oggi "chi ama l'indicativo piange l'atleta, chi ha il coraggio di usare il congiuntivo rimpiange l'uomo e gli dice grazie". Ha infine immaginato così l'incontro tra Zanardi e Dio: "Guarderà in faccia il Signore e non saprà cosa dirgli. E lui gli dirà 'Però, Zanardi da Castel Maggiore...". Una citazione del titolo dell'autobiografia del campione bolognese.

Cognata: “Quanto è grande il mondo che ti si stringe intorno”

"Guarda cosa hai fatto, quanto è grande il mondo che ti si stringe intorno”, ha detto Barbara Manni, cognata di Alex Zanardi. "'Combattente', credo che questa parola raggiunga la tua essenza più vera", ha aggiunto la cognata, ricordando l'influenza del padre Dino, della madre Anna e della moglie Daniela. "Senza Dino, Anna, Daniela, la silenziosa ammirazione e il rispetto del figlio Niccolò, la storia che abbiamo visto non sarebbe la stessa", ha aggiunto Barbara, dicendosi certa che un giorno "sentirò ancora la tua voce che dice 'apperò, cognata'". Al termine delle sue parole è stata suonata in chiesa "Combattente" di Fiorella Mannnoia.

Zaia: “Alex Zanardi è stato sempre attento al bene”

"Era l'emblema della positività perché poi da quell'incidente del 2001 nel quale ha perso le gambe, poi c'è stata tutta una rimonta". A dirlo ricordando Alex Zanardi, il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. "Un atleta che aveva anche un forte legame con il bene, l'ultima volta che l'ho incontrato era per un'iniziativa benefica per fare dei pozzi e una scuola in Sud Sudan. Tanto per dire quanto legato era al nostro territorio, perché questa operazione era promossa da imprenditori veneti, dove era attento al sociale". Di Alex resta il messaggio 'solo i pessimisti non fanno fortuna': mi permetto di di dire una cosa che dico sempre io, ma che comunque era la sua cifra", ha concluso.

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