Un accertamento “irripetibile” sul cellulare di Alice Di Vita, sorella e figlia delle due vittime dell’avvelenamento, coinvolgerà chat tra familiari mail e conversazioni sui social e sarà eseguito per verificare i rapporti tra i familiari ed eventuali responsabilità dei sanitari. La giovane è parte offesa nell'inchiesta che vede indagati per omicidio colposo cinque medici
È arrivata alla Procura di Larino la relazione del Maugeri di Pavia sul caso di Pietracatella. Nel documento gli esperti del Centro antiveleni confermano per le due vittime la "grave intossicazione da ricina". La relazione è stata inviata agli investigatori dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, che ha effettuato le autopsie su Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Intanto l’avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla, ha confermato che martedì prossimo, 28 aprile, si svolgerà un accertamento “irripetibile” sul cellulare di Alice Di Vita, sorella di Sara e figlia di Antonella, le due vittime dell’avvelenamento. Il telefonino della ragazza è stato acquisito nell’ambito della prima inchiesta, quella che vede indagati per omicidio colposo cinque medici e dove Alice Di Vita è parte offesa.
Le verifiche
Dunque proprio martedì prossimo, sul suo cellulare, alla presenza degli avvocati delle parti, verranno analizzati nel dettaglio messaggi, telefonate e cronologia degli accessi ad Internet. L’avvocato Facciolla: “Alice ha consegnato il suo telefono volontariamente e senza alcun problema, lei nell’inchiesta sui medici è parte offesa e, siccome durante la fase del ricovero della madre e della sorella, era il punto di collegamento tra familiari e sanitari, probabilmente gli inquirenti vorranno acquisire ogni informazione utile alle loro indagini”, ha chiarito il legale.
Esami sulle chat per accertare eventuali responsabilità dei sanitari
Gli accertamenti disposti dalla procura di Larino riguardano in particolare i dati degli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile. La procura chiede in particolare le chat tra Alice Di Vita, i suoi genitori e sua sorella Sara. Lo scopo è quello di accertare i rapporti tra i familiari e le comunicazioni nelle drammatiche ore prima dei decessi per riscontrare eventuali responsabilità dei sanitari e poi ancora chat, mail e conversazioni attraverso i social con altri parenti e conoscenti. Sul telefono ci sarebbero anche, nelle 'note', appunti sui pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre. Viene anche chiesto di acquisire la cronologia della navigazione su internet e rilevazioni sulle posizioni del telefono.
Risultati entro 60 giorni
I risultati dell'accertamento svolti dal laboratorio digitale saranno pronti, salvo proroghe, entro 60 giorni. Gli accertamenti, chiesti dalla procuratrice Elvira Antonelli, saranno effettuati martedì prossimo, 28 aprile, alle 9.30, negli uffici della Polizia giudiziaria della Procura di Campobasso. Saranno in quella sede estratti i dati contenuti nel cellulare. Convocati anche i legali dei cinque medici indagati nella prima fase delle indagini con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, mentre la parte del fascicolo inerente l'ipotesi di duplice omicidio premeditato con avvelenamento resta contro ignoti.