La squadra mobile locale, guidata da Marco Graziano, anche in queste ore ha sentito altre persone informate dei fatti, raccogliendo testimonianze di parenti e conoscenti delle vittime che si aggiungono alle numerose deposizioni già raccolte negli ultimi dieci giorni
Stanno proseguendo a ritmo incessante, in questura a Campobasso, gli interrogatori che gli inquirenti stanno conducendo nell'ambito dell'inchiesta sul giallo di Pietracatella e sulla morte della quindicenne Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi, per avvelenamento. La squadra mobile locale, guidata da Marco Graziano, anche in queste ore ha sentito altre persone informate dei fatti, raccogliendo testimonianze di parenti e conoscenti delle vittime che si aggiungono alle numerose deposizioni già raccolte negli ultimi dieci giorni.
Le persone sentite
Diverse persone sono state sentite anche più volte dall'inizio dell'indagine, segnale che gli investigatori hanno individuato discrepanze e punti poco chiari sulla vicenda, scegliendo così di riconvocare alcuni dei soggetti già ascoltati. Nelle prossime ore, tra l'altro, sarà nuovamente interrogato anche Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte durante le scorse feste di Natale. È inoltre atteso a breve l'arrivo della relazione finale dal Centro antiveleni di Pavia sulla presenza della ricina nel sangue delle due vittime.
L'ipotesi degli inquirenti
Nella giornata di ieri è stata sentita a lungo, per la seconda volta, la cugina di Gianni Di Vita, Laura. Nella sua casa, attualmente, vivono lo stesso Gianni e sua figlia Alice, dopo il sequestro della loro abitazione. La pista più battuta, ma non confermata dagli inquirenti, sembrerebbe essere quella sentimentale, ovvero quella di una donna - ancora da individuare - che, invaghitasi di Gianni Di Vita, potrebbe aver avvelenato la moglie. Ma come e quando? E perché anche la figlia? A queste domande stanno cercando di rispondere la procura e la squadra mobile. Confermata, direttamente dal Maugeri di Pavia, ma ancora in via informale, la “non negatività” alla ricina del sangue di Sara e Antonella e la “negatività” di Gianni. Intanto Vittorino Facciolla, avvocato di Gianni Di Vita, ha nominato un suo consulente scientifico: si tratta di Mauro Iacoppini, chimico-tossicologo, specializzato nella ricerca di sostanze d’abuso su materiale biologico e non biologico.