Massa, omicidio Bongiorni: domani i funerali. Proclamato il lutto cittadino

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Proseguono le indagini degli inquirenti per cercare di capire cosa sia successo al 47enne di Massa ucciso la notte tra l'11 ed il 12 aprile. Intanto un primo esito dell'autopsia sostiene che Bongiorni sia morto a causa delle gravi lesioni riportate durante l’aggressione subita, con pugni e calci sferrati con tale violenza da aver causato danni risultati poi fatali

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I funerali di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso durante un pestaggio nella notte tra l'11 e il 12 aprile, si svolgeranno domani, 18 aprile, alle ore 15, presso il Duomo di Massa. In segno di cordoglio per la morte dell'uomo, il sindaco Francesco Persiani ha proclamato il lutto cittadino per la stessa giornata. L’ordinanza comunale, in particolare, prevede l’esposizione delle bandiere a mezz’asta nelle sedi comunali e la sospensione delle manifestazioni e degli spettacoli pubblici previsti nella giornata. Il Comune di Massa ha invitato la cittadinanza "a rispetttare e partecipare al cordoglio nelle forme e modalità che riterra più opportune evitando comportamenti che contrastino con il carattere luttuoso della giornata".

L'autopsia

La morte di Giacomo Bongiorni è stata causata dalle gravi lesioni riportate dall'uomo, ucciso davanti al figlio di 11 anni, durante l’aggressione subita, con pugni e calci sferrati con tale violenza da aver causato danni risultati poi fatali. Questo quanto emerso dai primi esiti dell’autopsia eseguita sul corpo del 47enne dopo un pestaggio che vedrebbe coinvolti cinque giovani, di cui tre minorenni. Gli accertamenti medico-legali, in questo senso, hanno segnalato una emorragia cerebrale piuttosto evidente e che sarebbe compatibile con i colpi ricevuti ma anche con la successiva caduta dell'uomo sull’asfalto. Non è ancora stato accertato quale sia stato il colpo decisivo o, ancora, se la morte di Bongiorni sia il risultato dell’azione combinata degli aggressori. Le risposte dovranno arrivare dagli esami che eseguirà il professor Francesco Ventura dell’Università di Genova, lo stesso che ha eseguito l’autopsia. 

L'ipotesi degli inquirenti

In base a quanto fin qui ricostruito dagli investigatori, l’aggressione si sarebbe sviluppata in più fasi a partire da un banale richiamo rivolto ad un gruppo di ragazzi per una bottiglia di vetro rotta in piazza Felice Palma. In pochi attimi, poi, la situazione sarebbe degenerata con il coinvolgimento anche del cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, che sarebbe stato difeso dallo stesso Bongiorni. Da lì la violenza sarebbe esplosa in pochi minuti. Bongiorni avrebbe avuto una breve colluttazione con un 17enne, che è emerso in seguito praticava pugilato, per poi crollare a terra dopo un violento colpo al volto. A quel punto sarebbe stato colpito ancora, con pugni e calci, anche mentre si trovava già a terra e verosimilmente privo di capacità di difendersi. L’aggressione  è avvenuta davanti alla compagna del 47enne, Sara Tognocchi, e al figlio undicenne. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, che saranno esaminate dagli investigatori, aiuteranno a capire di più ed i filmati saranno incrociati con i risultati definitivi dell’autopsia.

I giovani coinvolti

I cinque giovani coinvolti nell’inchiesta sono tutti indagati per omicidio volontario in concorso. Tra questi figurano i due maggiorenni arrestati, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutașu, 19 anni, attualmente in carcere. Con loro anche tre minorenni, tra cui il diciassettenne trasferito in un centro per minori a Genova, per il quale si aggiunge l’accusa di rissa aggravata. Nelle scorse ore la gip di Massa Antonia Aracri ha stabilito la custodia cautelare in carcere, per pericolo di reiterazione del reato, proprio per il 23enne e per il 19enne. Tuttavia, secondo quanto si apprende, la giudice non ha convalidato i due fermi perchè non ha riconosciuto che ci sia la condizione del pericolo di fuga.

Convalidato il fermo del 17enne

Presso il tribunale minorile di Genova, in via IV Novembre, si è svolta invece l'udienza di convalida per il terzo dei fermati, il 17enne difeso dall'avvocato Nicola Forcina. Il giudice, dopo la stessa udienza ha convalidato il fermo del ragazzo. Nei confronti del 17enne è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere. A renderlo noto è stata la procuratrice per i minorenni di Genova, Tiziana Paolillo, che coordina il procedimento relativo ai tre minorenni coinvolti. Il giovane, indicato anche come promessa della boxe toscana, accusato di aver sferrato il colpo fatale a Bongiorni, si trovava in un centro di prima accoglienza proprio a Genova. La difesa del ragazzo aveva chiesto la concessione degli arresti domiciliari, ma il giudice ha respinto la richiesta ritenendo concreto il rischio di reiterazione del reato.


La difesa degli indagati

"Io Giacomo Bongiorni non l'ho nemmeno sfiorato". Queste le parole, riferite alla gip di Massa, del 23enne Alexandru Miron. "Aveva colpito con una testata il mio amico di 17 anni, lui ha reagito con pugni, io e un altro abbiamo bloccato il cognato che ci attaccava", ha aggiunto il 19enne Eduard Alin Carutasu. I due maggiorenni, che all'esito dell'udienza di convalida la giudice Aracri ha deciso di tenere in carcere per l'omicidio di Massa "per pericolo di reiterazione del reato", si sono difesi anche sostenendo questa versione nell'interrogatorio di garanzia. Le loro testimonianze dovranno essere verificate dagli investigatori che stanno proseguendo le indagini. E gli interrogatori ai due maggiorenni confermerebbero che Giacomo Bongiorni e il fratello della fidanzata, Gabriele Tognocchi, non si sono tirati indietro anche dopo aver ottenuto dal gruppetto - con un rimprovero - di raccattare vetri di bottiglia da terra. "Dopo che i ragazzi hanno raccolto i vetri rotti", "la cosa sembrava finita là. Poi "Bongiorni" e tornato verso di loro "e ha assestato una testata a uno" mentre il cognato "si è fatto sotto", ha detto in buona sostanza Carutasu alla giudice come viene riportato dal difensore Enzo Frediani. A quel punto, ha aggiunto il legale, "Carutasu e un altro sono andati incontro al cognato che impugnava una bottiglia e lo hanno bloccato e colpito. Intanto proseguiva l'altro scontro perché il ragazzo che ha avuto la testata ha reagito e colpito a pugni" Bongiorni. Il ragazzo corrisponde al 17enne sottoposto a fermo a Genova e che darà la sua versione dei fatti. "Di sicuro il mio assistito Carutasu - ha detto invece Frediani - ha partecipato solo alla fase che riguarda il cognato", cioè alla rissa, e non all'altro pezzo dello scontro dove il 17enne avrebbe colpito Bongiorni, ossia il momento che vale l'accusa di omicidio volontario e una possibile condanna all'ergastolo. Però le immagini mostrano anche il 19enne Carutasu che colpisce con un piede Bongiorni a terra mentre si allontana. "E' un calcio tirato al capo del deceduto per rabbia", "non con effetto mortale", "non è un calcio dato per far male, né per uccidere, né per ferire", ha detto Frediani: è un calcio "modesto". "Il mio assistito non è coinvolto in un concorso materiale dell'omicidio, non ha dato un contributo a causare la morte, quel calcio è una cosa bruttissima - ha sottolineato il difensore - ma non ha valenza di efficienza causale" per la determinazione della morte. 

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