La causa nell'ambito dell'inchiesta sulla residenza in Italia di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, è stata aggiornata al 22 giugno per permettere la riunificazione con altri due fascicoli ancora aperti. Il procedimento nasce dall’"imputazione coatta" disposta lo scorso dicembre da un giudice che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione della procura
La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per John Elkann, presidente di Stellantis e amministratore delegato di Exor, e per il commercialista Gianluca Ferrero, nell'ambito dell'inchiesta sulla residenza in Italia di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Nell’udienza preliminare di oggi, la causa è stata aggiornata al 22 giugno per permettere la riunione con altri due fascicoli ancora aperti, uno dei quali sarebbe quello che riguarda il notaio Remo Morone.
L’inchiesta sull’eredità e la residenza fiscale
Il procedimento è quello scaturito dalla cosiddetta "imputazione coatta" disposta lo scorso dicembre da un giudice che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione della procura. I reati contestati a vario titolo sono truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta. L’indagine nasce da un esposto presentato da Margherita Agnelli, figlia dell’Avvocato, impegnata da anni in una causa civile sulla ridefinizione dell’eredità familiare. Al centro dell’inchiesta c’è la residenza di Marella Caracciolo, deceduta nel 2019. Secondo l’accusa, la sua residenza in Svizzera sarebbe stata fittizia, costituita mediante “artifizi e raggiri” per eludere le norme fiscali italiane sulle successioni. Secondo i rilievi della Guardia di finanza, la vedova di Agnelli avrebbe vissuto stabilmente in Italia per gran parte dell’anno. Questa circostanza avrebbe comportato l’obbligo di versare le imposte in Italia, inclusa la tassa di successione sui beni detenuti all'estero. Nell’estate 2025 Elkann ha versato 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate per regolarizzare imposte e sanzioni legate alle contestazioni.
Tribunale svizzero non esamina caso residenza Marella
La scorsa settimana, il tribunale di Thun, in Svizzera, ha stabilito che non esaminerà il caso relativo alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Il fascicolo è il cosiddetto "Thun 2”, promosso da John Elkann: non riguarda la validità di testamenti o accordi, ma l'effettività della residenza e il “centro degli interessi” di Marella a Laenen, nel Cantone di Berna. A Thun resta aperto un secondo fascicolo, “Thun 1”, attualmente sospeso in attesa di una pronuncia del tribunale di Ginevra. "Prendiamo atto della decisione del tribunale. John, Lapo e Ginevra Elkann sono determinati a difendere la propria posizione nei prossimi procedimenti di appello davanti all'Alta Corte di Berna”, ha commentato il team legale degli Elkann.