Si procederà per violazioni fiscali sulle dichiarazioni dei redditi per il 2019 e il 2020. Si tratta di uno dei diversi risvolti dell'inchiesta legata alla residenza di Marella Agnelli, nonna di Elkann e vedova di Gianni Agnelli
Sono due i capi d'accusa inseriti nella richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann, preparata dalla procura di Torino, su ordine del gip Antonio Borretta. Con l’imprenditore, anche Gianluca Ferrero, storico commercialista della famiglia. Si procederà per violazioni fiscali sulle dichiarazioni dei redditi per il 2019 e il 2020. Si tratta di uno dei diversi risvolti dell'inchiesta legata alla residenza di Marella Agnelli, nonna di Elkann e vedova di Gianni Agnelli. Per questo filone di indagine i pubblici ministeri avrebbero voluto archiviare la pratica ma il giudice ha disposto la cosiddetta "imputazione coatta" affermando che questi due presunti illeciti non sono coperti dal reato di truffa. Ora si attende la data dell'udienza preliminare dove i pm, se resteranno fedeli alla loro impostazione di partenza, potrebbero chiedere il 'non luogo a procedere' sia per Elkann che per Ferrero. La difesa fa presente che la richiesta di rinvio a giudizio è "un atto dovuto e ampiamente atteso dopo la decisione assunta dal gip lo scorso dicembre". Decisione che, peraltro, nell'immediatezza avevano definito "sorprendente", "abnorme", "difficile da comprendere". Ora gli avvocati rivelano che, contro quell'ordinanza del giudice, hanno presentato un ricorso in Cassazione. "In ogni caso - aggiungono - ribadiamo che le accuse mosse a John Elkann sono prive di qualsiasi fondamento".
Le tappe
La vicenda, originata da un esposto di Margherita Agnelli de Pahlen, figlia di Marella e madre dei fratelli Elkann, sembrava avviata verso una conclusione rapida e liscia. Dopo il versamento di circa 180 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate per risolvere qualsiasi contrasto con l'erario, Elkann aveva chiesto un periodo di "messa alla prova" e Ferrero il patteggiamento a una pena pecuniaria di 73 mila euro. La procura, intanto, aveva proposto l'archiviazione dei capi d'accusa superstiti. A cambiare le carte in tavola è poi intervenuto il gip Borretta, che ha accolto solo in parte la tesi dei pubblici ministeri. Gli effetti della sua ordinanza potrebbero riverberarsi sulla richiesta di messa alla prova di Elkann, che tornerà a essere discussa a Palazzo di Giustizia, davanti a un giudice diverso, il prossimo 11 febbraio. Ora incombe anche l'udienza preliminare, che sarà svolta per capire se Elkann e Ferrero dovranno essere processati per le presunte violazioni fiscali sul 2019 e il 2020. Inoltre in questo complesso scenario, non va trascurata anche la possibilità della prescrizione.