Indagine società Caroccia: "Usati soldi clan Senese". Chiorino si dimette da assessora
CronacaPer gli inquirenti, Mauro e Miriam Caroccia - indagati nel procedimento sulla società 'Le 5 Forchette' - avrebbero "trasferito e reinvestito" nella srl proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico. Aggiornamento della documentazione patrimoniale di Delmastro: ci sono tutti i passaggi, fino alla cessione, delle quote detenute de 'Le 5 Forchette srl'. L'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta nell'affaire Delmastro, si è dimessa anche da assessora della giunta regionale di Cirio
Mauro e Miriam Caroccia - che sono indagati dalla Procura di Roma nel procedimento sulla società 'Le 5 Forchette’, di cui in passato ha posseduto quote anche l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (LE TAPPE DELLA VICENDA) - avrebbero "trasferito e reinvestito" nella srl proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese. A dirlo sono gli atti dell'indagine della Dda di Roma, in cui vengono ipotizzati i reati di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni: una attività illecita aggravata dal fatto di averla "commessa al fine di agevolare l'associazione di stampo mafioso" facente capo al gruppo dei Senese. Intanto, arriva un aggiornamento della documentazione patrimoniale dell'ex sottosegretario Andrea Delmastro, depositata e disponibile sul sito della Camera. Nella casella online a lui riferita si trova, ora, un documento datato 28 marzo 2026 nel quale viene elencata la comproprietà di una serie di fabbricati ma ci sono anche tutti i passaggi, fino alla cessione, delle quote detenute della società 'Le 5 Forchette srl' sulla quale è puntato il faro degli inquirenti. Non solo. In serata, l'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta proprio nell'affaire Delmastro, si è dimessa anche da assessora della giunta regionale di Alberto Cirio.
Le dimissioni di Chiorino
"Ho comunicato al presidente - ha spiega Chiorino - la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d'Italia". Poi ha aggiunto: "Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un'indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta". "Non posso accettare - ha rimarcato l'esponente Fdi biellese - che senza alcuno scrupolo si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l'azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo in modo irresponsabile anche persone estranee". "L'ultimo presunto scoop - ha anticipato - consisterebbe nel fatto che forse domani potrebbe essere nominata una persona di mia conoscenza in un ente legato agli Special Olimpics, con emolumenti zero e in assenza di altre candidature nei termini previsti dalla legge".
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In settimana i primi interrogatori
Tornando alle indagini sui Caroccia, secondo l’accusa, i due indagati, nel dicembre del 2024, avrebbero 'investito' nella Srl al fine di "permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche" e "di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni". Intanto, sono stati fissati a metà di questa settimana i primi interrogatori nell'indagine della Procura di Roma. I primi ad essere ascoltati dai pm della Dda di piazzale Clodio saranno Mauro Caroccia, che sta scontando una pena a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam, che risulta azionista della Srl che gestiva il ristorante 'Bisteccheria d'Italia' di via Tuscolana a Roma.
Difensore Caroccia: “In 'Le 5 Forchette' non c'erano soldi camorra”
Secondo l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro e Miriam Caroccia, "da una verifica documentale possiamo escludere che qualsiasi somma di denaro proveniente dalla camorra sia stata mai utilizzata nella operazione della società 'Le 5 Forchette Srl' e la famiglia Senese non ha nulla a che fare con questa storia né prima né dopo le dismissioni delle quote societarie ad opera dei legittimi detentori".