Nuovo passo indietro dopo quello dalla carica di vice presidente della Regione: "Scelta fatta per senso di responsabilità". A Biella lascia l'assessore Cristiano Franceschini
L'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta nell'affaire Delmastro, si è dimessa anche dalla carica di assessora all'Istruzione e al Lavoro della giunta regionale di Alberto Cirio. "Ho comunicato al presidente la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili - ha spiegato -. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d'Italia. Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un'indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta".
"Passo indietro a testa alta"
L'ex vicepresidente della Regione Piemonte ha aggiunto: "L'ultimo presunto scoop consisterebbe nel fatto che forse domani potrebbe essere nominata una persona di mia conoscenza in un ente legato agli Special Olimpics, con emolumenti zero e in assenza di altre candidature nei termini previsti dalla legge".
Chiorino ha concluso: "Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni. Continuerò a difendere le mie idee dal gruppo di Fratelli d'Italia e la mia onorabilità sociale e onestà personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio, in tutte le sedi. Non posso accettare che senza alcuno scrupolo si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l'azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo in modo irresponsabile anche persone estranee".
Chiorino si era già dimessa nei giorni scorsi dalla vicepresidenza della Regione Piemonte ma le opposizioni incalzavano chiedendo il passo indietro completo con la rinuncia anche alla carica di assessora.
Cirio: "Gesto di profonda correttezza"
Così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha commentato le dimissioni della sua assessora: "Elena Chiorino mi ha trasmesso poco fa le sue dimissioni dalla giunta regionale del Piemonte - ha detto Cirio -. Elena è una persona per bene su cui in tutti questi anni non ci sono mai stati né dubbi, né ombre. Il suo gesto pertanto conferma la sua profonda correttezza e il rispetto delle istituzioni, fatto, come lei stessa ha voluto spiegare, per senso di responsabilità e per il bene della Regione". Cirio ha proseguito: "Queste sono le parole di una persona corretta che ha sempre lavorato con dedizione e lealtà e raggiungendo risultati importanti, a partire dalle Academy per la formazione d'eccellenza, i progetti di welfare aziendale e le tante misure a favore dell'istruzione e della conciliazione vita-lavoro, come il prolungamento degli orari degli asili nido, solo per ricordarne alcuni". Il presidente ha assunto ad interim le deleghe all'Istruzione e merito, al diritto allo studio universitario, al Lavoro, alla formazione professionale e welfare aziendale e ai Rapporti con le società a partecipazione regionale.
A Biella si dimette l'assessore Franceschini
Anche Cristiano Franceschini, assessore comunale di Fratelli d'Italia a Biella, coinvolto anche lui - secondo le indagini - tra i politici coinvolti nella vicenda della società "Cinque Forchette", ha dato le dimissioni: "Ho comunicato al Sindaco Marzio Olivero la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili da assessore", ha comunicato attraverso una nota. "È una scelta - scrive Franceschini - che assumo con responsabilità, mettendo al primo posto il Comune di Biella, la serenità dell'azione amministrativa e il rispetto verso il mio partito, Fratelli d'Italia. Nelle ultime settimane si è assistito a una polemica che ha oltrepassato ogni limite, trasformando una vicenda personale, affrontata con trasparenza e senza alcuna malizia, in un attacco mediatico costruito su insinuazioni e accuse prive di qualsiasi fondamento. Sono state usate parole gravi e inaccettabili, senza riscontro nei fatti, con l'unico obiettivo di delegittimare la mia persona e il lavoro svolto".
Franceschini ha concluso: "Rivendico con fermezza la correttezza del mio operato: non vi è stato nulla di irregolare o opaco. Nel momento in cui sono venuto a conoscenza di elementi che prima ignoravo, ho agito subito, senza esitazioni, prendendo le distanze e assumendo le decisioni necessarie. Ho commesso una leggerezza, e me ne assumo la responsabilità. Per questo rivolgo le mie scuse ai cittadini. Non accetto però che si tenti di trasformare questa vicenda in uno strumento per infangare me e le istituzioni attraverso ricostruzioni distorte. Per questo mi tutelerò in tutte le sedi opportune, affinché la verità venga ristabilita. Lascio il mio incarico a testa alta, consapevole dell'impegno garantito in questi anni e del fatto che sono una persona perbene. Continuerò a difendermi con determinazione, contrastando ogni forma di strumentalizzazione".