A raccontare la sua storia, con interviste e resoconti particolareggiati, una serie tv che domenica 29 e Lunedì 30 marzo, alle 22, andrà in onda su Sky Crime e in streaming su Now. Cambi, nel frattempo, si è anche aperto raccontandosi in una lunga intervista concessa al quotidiano "La Repubblica"
Le luci della ribalta, il successo più sfrenato ma anche il buio e la caduta con le sostanze ed il carcere. C'è tanto, tra cui anche questo, nel passato di Matteo Cambi, imprenditore che a fine anni '90, ancora giovanissimo, squarciò le dinamiche del mercato con la margherita del marchio "Guru". A raccontare la sua storia, con interviste e resoconti particolareggiati, una serie tv che domenica 29 e Lunedì 30 marzo, alle 22, andrà in onda su Sky Crime e in streaming su Now. Cambi, nel frattempo, si è anche aperto in una lunga intervista concessa al quotidiano "La Repubblica". "Oggi ringrazio innanzitutto di essere qui, con mia moglie, due figlie e una gran voglia di vivere. Sono pacificato, ma i miei sentimenti dipendono dal momento: a volte penso che potrei avere ancora un gruppo da 200 milioni o molto di più, e invece ho perso tutto; altre volte rifletto sul fatto che, se anche fossi arrivato a quei livelli, mi sarei comunque speso tutto in jet privati e cocaina", ha confessato Cambi.
Dalle feste vip al successo
La storia del marchio "Guru" è strettamente correlata alle feste del Billionaire tra eccessi, vip, calciatori e divertimento sfrenato. Un periodo d'oro, in quel momento a cavallo tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei primi 2000, ormai lontano ricordo. "Sono anni che non torneranno più perché quella era un po’ un’Italia da favola e purtroppo le favole poi finiscono. Erano anni in cui tutti sognavamo: io giravo in Ferrari, ma i miei rappresentanti giravano con il quattromila a benzina, si compravano la casa in Sardegna", ha raccontato ancora Cambi. Parlando di una svolta decisiva per la sua vita da imprenditore, quella legata all'incontro con Flavio Briatore. "Quando mi propose di sponsorizzare la Renault in Formula 1 con Guru, quando Fernando Alonso vinse la prima gara e poi due titoli mondiali in tre anni, quando il fatturato della Spagna balzò in otto mesi da zero a venti milioni e tutto il gruppo faceva oltre cinquanta milioni. Ecco, allora capii che il mio sogno si era realizzato al di là di ogni aspettativa", ha ricordato Cambi.
La caduta
Ma la parabola, ad un certo punto, inizia ad essere discendente. Iniziano ad arrivare i problemi finanziari, l'azienda di Cambi fa registrare un buco di 62 milioni nei conti e 100 milioni di debiti. "Mi ero dato uno stipendio da trecentomila euro netti al mese, oltre tre milioni l’anno, che per l’azienda diventavano oltre sette di costo", ha svelato l'ex imprenditore. A contribuire alle difficoltà economiche anche alcune scelte di vita. C'erano "gli spostamenti sempre in elicottero, le case, partire con il mio jet per andare a Los Angeles a comprare una cintura con i teschi da 15mila dollari che dovevo assolutamente avere. Ma, mano a mano che la dipendenza dalla cocaina aumentava, cresceva anche la sensazione di non essere mai a mio agio", ha rivelato ancora. Poi, ecco il buio ed il carcere. "Mi è crollato tutto addosso e ho visto anche quello che prima non volevo vedere. Mi ricordo ancora, come se fosse ieri la cella, il colore degli sgabelli, il rumore delle porte. Ma ci tengo a dire che ho risarcito tanto: ho perso l’azienda, la libertà e anche i beni di famiglia. Insieme a mia madre e a suo marito abbiamo venduto tutto per rimborsare i debitori, penso all’80%".
Matteo Cambi oggi
Oggi, quel passato è ormai alle spalle. "Faccio il consulente, specie su temi di welfare aziendale. E vado a letto presto la sera, di solito alle nove, nove e mezza. Non sono diventato un monaco, ma ho capito che questa vita mi dà serenità", ha concluso Cambi. "Ho fatto tutto da solo. Ma se riguardo quei video, le feste e il mio sorriso, penso che alla fine Guru era davvero un bel progetto", ha poi chiosato.