Il cronista Adriano Cappellari sull'attentato: "Fatico a spiegarmelo, ma non ho paura"
Cronaca"Escludo che sia stata la criminalità organizzata, non tratto articoli di mafia, è più una faccenda locale", ha commentato il giovane giornalista la cui casa, nel Vicentino, è stata colpita da bottiglie molotov. Nel corso del tempo ha raccontato l'attività di don Maurizio Patriciello, prete anti camorra di Caivano
Non nasconde la sua preoccupazione Adriano Cappellari, cronista del settimanale 'L'Altopiano' che sabato sera ha subito un attentato incendiario a casa sua, ad Enego (Vicenza). “Faccio fatica a spiegarmi l'attentato subito, come facevo fatica a novembre scorso, quando ho ricevuto la prima lettera minatoria, a pensare a chi potesse avercela con me. Sono allibito, ma certo non impaurito, andrò avanti a scrivere", ha dichiarato all'Adnkronos.
Il racconto dell’attività di don Maurizio Patriciello
Il giovane giornalista ha raccontato nel corso del tempo l'attività di don Maurizio Patriciello, prete anti camorra di Caivano (Napoli) - anche lui oggetto di minacce, come la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni - contro la criminalità organizzata. "Escludo che sia stata la criminalità organizzata, non tratto articoli di mafia, è più una faccenda locale", ha analizzato Cappellari. "Ora non so cosa fare, i Carabinieri di Vicenza controllano la situazione, non so se sarà fatto un comitato sulla sicurezza pubblica sulle tutele da darmi. Chi ha compiuto l'attentato era una persona armata, se qualcuno fosse stato nella traiettoria dell’agguato, come sarebbe andata a finire? Inizialmente ero sconvolto, ma ho reagito subito", ha aggiunto il cronista, che ieri ha ricevuto la telefonata del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Mi ha dato del tu da collega, è stato molto disponibile, alla mano, è stata una bella chiacchierata, mi ha scritto anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Ho avvertito la vicinanza del sindacato dei giornalisti e la vicinanza dei miei concittadini", ha concluso Cappellari.