Sarebbero morti nel crollo del casale mentre stavano fabbricando una bomba artigianale al Parco degli Acquedotti. Gli investigatori seguono la pista anarchica per le due vittime: Mercogliano e Ardizzone sarebbero legati al gruppo di Alfredo Cospito
Sarebbero morti nel crollo del casale mentre stavano fabbricando una bomba artigianale al Parco degli Acquedotti, a Roma, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, le due vittime trovate ieri mattina nell’edificio diroccato. Gli investigatori stanno seguendo la pista anarchica: i due, infatti, sarebbero legati al gruppo di Alfredo Cospito, l’anarco-insurrezionalista detenuto al 41 bis. Dalle prime verifiche della polizia sembra che i due stessero fabbricando un ordigno artigianale. Tra le piste al vaglio anche che l'esplosivo potesse servire a rilanciare la campagna a favore di Cospito, in vista della scadenza a maggio del decreto applicativo del 41bis della durata di 4 anni.
Le indagini
Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti dell’accaduto. Resta da capire se i due fossero arrivati nel casale del Sellaretto solo il giorno dell’esplosione, avvenuta probabilmente nella sera del 19 marzo, o se vi si trovassero già da tempo. Sotto esame anche i loro ultimi contatti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine coordinato dal pool antiterrorismo. Intanto, al Viminale è stato convocato per oggi il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, nel quale probabilmente si parlerà anche dei rischi legati ai movimenti anarchici, definiti nella relazione annuale dell'intelligence la minaccia più concreta per il nostro paese.
Chi era Alessandro Mercogliano
Alessandro Mercogliano, 53 anni, era stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino. Fu uno dei cinque condannati nel 2019 del maxi processo per terrorismo ad anarchici accusati di avere dato vita alle Fai-Fri, i gruppi che dal 2003 al 2016 si sarebbero resi autori di una quantità di “azioni dirette” (dagli ordigni ai plichi esplosivi) contro politici, giornalisti, forze dell'ordine. In quell’occasione fu condannato a cinque anni, mentre ad Alfredo Cospito ne furono inflitti venti.
Chi era Sara Ardizzone
Sara Ardizzone, invece, era stata prosciolta lo scorso anno a Perugia nell'ambito dell'inchiesta Sibilla. In aula, in sede di udienza preliminare, aveva letto un lungo scritto: "Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d'ogni altro Stato”. Ardizzone viveva da anni in una piccola frazione del comune umbro di Sant’Anatolia di Narco. Secondo quanto riferito dal sindaco del centro umbro Tullio Fibraroli all’Ansa, “Era solitaria e in paese praticamente nessuno la conosceva, nemmeno i vicini”. Sembra che Sara Ardizzone vedesse comunque di tanto in tanto alcune persone che arrivavano a casa sua da fuori.