Tram deragliato a Milano, oggi l'interrogatorio del tranviere indagato per l'incidente
CronacaIl conducente del mezzo deragliato lo scorso 27 febbraio, che ha spiegato di aver avuto un malore, è indagato per disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose. Intanto proseguono le analisi sul suo cellulare e gli inquirenti dovranno disporre gli accertamenti tecnici irripetibili sulla "scatola nera"
Sarà ascoltato oggi in Procura a Milano il 60enne conducente del tram deragliato in via Vittorio Veneto lo scorso 27 febbraio. L’uomo - indagato per disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose - durante l’interrogatorio dovrà decidere se replicare alle domande dei pm o se avvalersi della facoltà di non rispondere riguardo l'incidente che ha causato due vittime.
La versione dell’autista
Nei giorni scorsi nell'ambito delle indagini, coordinate dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara e condotte dalla Polizia locale, è stato ascoltato il collega tranviere che avrebbe ricevuto una chiamata dall'autista della linea 9, il quale gli avrebbe detto che si era fatto male a un piede. Stando alla versione del 60enne, infatti, qualche fermata prima, facendo salire sul mezzo una sedia a rotelle, aveva preso una botta all'alluce, certificata dagli accertamenti medici, e poi aveva visto "tutto nero". Tanto che per una "sincope vasovagale" avrebbe perso conoscenza, saltato una fermata, non avrebbe attivato la deviazione del binario in direzione diritta e, a quel punto, il Tramlink lanciato ad alta velocità, girando a sinistra, sarebbe uscito dalle rotaie finendo contro un palazzo. Dopo lo schianto l'autista avrebbe fatto un'altra chiamata al collega nella quale avrebbe farfugliato "deragliamento... male, male male".
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Le analisi su telefono e scatola nera
Sono però in corso le analisi sul telefono sequestrato al 60enne. Oltre al malore, di cui ha parlato l'indagato, infatti, nelle indagini si ipotizza anche l'errore umano per distrazione, mentre gli inquirenti dovranno disporre pure gli accertamenti tecnici irripetibili sulla "scatola nera" - estendendo probabilmente le iscrizioni a garanzia nei confronti di altre persone - e anche la consulenza cinematica per la ricostruzione dell'incidente.