Bimbo trapiantato, “quadro preoccupante” al Monaldi. Scatta ispezione straordinaria

Cronaca
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Gli accertamenti svolti in seguito al decesso del bambino sottoposto a trapianto con un cuore danneggiato hanno rivelato un "quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso”. Si parla di protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, formazione del personale inadeguata e scarse comunicazioni con le autorità regionali e nazionali. Il governatore Roberto Fico ha quindi ordinato un'ispezione più approfondita dell’azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi

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Gli accertamenti svolti all’ospedale Monaldi di Napoli per la morte del piccolo Domenico, a cui era stato trapiantato un cuore danneggiato, hanno fatto emergere “un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso”. La Direzione generale per la tutela della Salute di Regione Campania parla di una “problematicità organizzativa sistemica” già preesistente all’operazione incriminata, svolta il 23 dicembre 2025, tra “protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato” e “significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali”. Il governatore Roberto Fico ha così annunciato una nuova “ispezione straordinaria” dell’azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi, per andare ancora più a fondo nella questione.

Ispezione straordinaria al Monaldi

L’ispezione straordinaria, si legge in una nota, dovrà innanzitutto verificare l'organizzazione e l'operato dell'azienda, per accertare "se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune". Per farlo ci si avvarrà anche di professionalità esterne.

Stop ai trapianti 

Intanto, secondo le indicazioni di Fico, il programma di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi, sospeso ai primi di febbraio, non riprenderà “fino a quando non saranno integralmente ricostituite le condizioni di sicurezza necessarie" e saranno realizzati “interventi strutturali che l’istruttoria ha evidenziato come indifferibili”. Ai pazienti in lista d’attesa viene comunque garantita la continuità assistenziale attraverso una convenzione stretta con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

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Centro Regionale Trapianti sarà trasferito negli Uffici della Regione

In futuro, per evitare che ricapitino episodi come quello del piccolo Domenico, il Centro Regionale Trapianti, struttura di coordinamento dell'attività trapiantologica, finora collocato nell'Azienda ospedaliera dei Colli, "verrà trasferito presso gli Uffici della Regione, al fine di garantirne un più stretto ed efficace coordinamento con le strutture regionali competenti in materia di programmazione e controllo delle attività trapiantologiche”. Si punta quindi a un monitoraggio regionale della rete dei trapianti. Completerà il quadro "una verifica complessiva dell'organizzazione della rete dei trapianti in Campania, accertando l'adeguatezza dei protocolli, delle risorse professionali, dei flussi informativi e dei sistemi di sicurezza in ciascun centro". Provvedimenti che la Regione, si sottolinea, assume "in raccordo istituzionale con il Ministero della Salute, nel rispetto delle reciproche competenze".

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