Famiglia bosco, tribunale: "Allontanare madre e separare bimbi". Meloni: "Senza parole"
CronacaLa donna ha lasciato la struttura in serata dopo l’ordinanza del tribunale per i minorenni de L'Aquila. Da quanto si legge, "Catherine non si fida, è ostile". I periti di parte: "Una decisione che ci terrorizza". Garante Infanzia: "Sospendere trasferimento senza madre". Oggi iniziata la perizia psicologica sui piccoli, poi 60 giorni per la relazione. La premier: "Assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico"
Catherine Trevallion, la mamma della cosiddetta famiglia del bosco, ha lasciato nella serata del 6 marzo, intorno alle 21.20, la casa famiglia dove si trovava dal 20 novembre scorso con i suoi bambini. La donna è salita sull'autovettura del marito e insieme hanno varcato il cancello della struttura, senza rilasciare alcuna dichiarazione. La coppia è stata la prima ad uscire questa sera, seguita dagli avvocati, dalla Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza abruzzese, Alessandra De Febis e, infine, dalla psicologa Marina Aiello. Marito e moglie trascorreranno la notte nella casa messa a disposizione gratuitamente da un ristoratore del Chietino, presente oggi davanti la casa famiglia insieme alla figlia, in segno di solidarietà e supporto. Presenti anche alcune donne del presidio pacifico di famiglie neorurali: domani pomeriggio davanti la casa famiglia si terrà una fiaccolata silenziosa.
La decisione del tribulane
La donna è stata costretta ad andare via a causa dell'ordinanza emessa dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila che dispone il trasferimento dei bambini in un'altra struttura protetta e senza la madre. "C'è un'ordinanza di un tribunale che in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre", aveva commentato l'avvocato della famiglia, Marco Femminella. Nell'ordinanza, che cita gli educatori della casa famiglia, si legge che "Catherine è spesso ostile e squalificante, deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro e/o le nostre spiegazioni. Non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini che a suo dire sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa". "Gli sviluppi successivi - scrivono i giudici - hanno peraltro evidenziato che la persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l'equilibrio emotivo e l'educazione dei minori".
Periti di parte: "Una decisione che ci terrorizza"
Si tratta di una decisione "che ci terrorizza". Con queste parole Marina Aiello, una delle psicologhe che compone il team dei periti della “famiglia del bosco”, ha commentato la decisione del tribunale dei minorenni dell'Aquila. "Non ho ancora parlato con i genitori - ha detto entrando nella struttura protetta -, siamo qui per fare il colloquio e vedere i bambini. Mi auguro di poterlo fare, questa è la mia speranza. Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un'escalation di gravità enorme e assurda".
Garante Infanzia: "Sospendere trasferimento senza madre"
L'Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Marina Terragni, esprime la sua contrarietà al trasferimento dei bambini senza la madre e chiede che la decisione "venga sospesa" in attesa di "un ulteriore approfondimento medico indipendente". Approfondimento "atto a verificare - spiega - le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame".
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Meloni: "Assurda concatenazione di decisioni ideologiche"
Sulla vicenda è intervenuta, sui social, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la 'famiglia nel bosco", mi lasciano senza parole. Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione - scrive la premier - che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre. Il mio pensiero va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico".
Meloni: "Figli non sono dello Stato, i magistrati dimenticano i limiti"
"Il compito dei Tribunali per i Minorenni è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore - prosegue Meloni - E dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia? Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici". "Perché i figli non sono dello Stato: i figli - sottolinea la premier - sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti".
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La perizia
Intanto ha preso il via la perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minori dell'Aquila sui tre bambini che, da quattro mesi ormai, sono ospiti di una struttura protetta. Non è chiaro a questo punto se i test sui bimbi saranno effettuati nella struttura protetta o se, invece, in un altro luogo, come inizialmente chiesto anche dallo stesso team legale che segue la coppia anglo-australiana. I test sui piccoli saranno condotti dalla consulente tecnica d'ufficio nominata dai giudici minorili. La perizia dovrà stabilire lo stato psicologico dei tre bambini e fa seguito a quella sulla capacità genitoriale dei due coniugi, Nathan e Catherine, finita al centro di non poche polemiche nelle scorse settimane. La perizia sui bambini durerà due giorni e i risultati saranno inviati alle parti entro 60 giorni.
Il casolare
Intanto, il proprietario del casolare dato in comodato gratuito alla famiglia, l'ex ristoratore di Ortona Armando Carusi, sottolinea di voler proseguire la locazione solo per un altro anno nonostante la proposta di una fondazione del Nord Italia di voler pagare le spese di locazione fino a quando i tre bambini saranno maggiorenni. "Ho voluto fare questo gesto di solidarietà verso Nathan per favorire il ricongiungimento e, quindi, continuo a sperare che questo avvenga al più presto. Per cui posso accettare un altro anno ma non altro", ha detto. In Comune, poi, non è stato ancora presentato alcun progetto di ristrutturazione del casolare nel bosco da parte di Nathan. Non si esclude, secondo testimonianze raccolte, che la famiglia possa optare di trasferirsi in un casolare più ampio rispetto a quello attuale, sempre nell'area del bosco.