Famiglia nel bosco, polemiche per post psicologa incaricata dei test. Garante: “Grave”

Cronaca
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Secondo quanto denunciato dallo psicologo di parte Tonino Cantelmi, la professionista avrebbe “condiviso in passato dichiarazioni pubbliche sui social gravissime contro la famiglia del bosco e poi ha accettato di essere colei che deve valutarla attraverso i test”. La Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Abruzzo: “Mi attiverò per utilizzare tutti gli strumenti previsti dall'ordinamento al fine di comprendere pienamente quanto accaduto”

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È finita al centro della polemica la psicologa che sta assistendo la consulente tecnica d'ufficio nei test sulla cosiddetta ‘famiglia nel bosco’. Infatti, secondo quanto denunciato oggi dallo psicologo di parte Tonino Cantelmi - citando un articolo del quotidiano La Verità - la professionista "ha commesso un grave errore deontologico, cioè ha condiviso in passato dichiarazioni pubbliche sui social gravissime contro la famiglia del bosco e poi ha accettato di essere colei che deve valutarla attraverso i test". Cantelmi all’Ansa ha lanciato un appello: “Noi siamo disponibili a collaborare, con l'assistente sociale, con la psicologa dei test, con la Ctu purché si abbia davvero a cuore il bene supremo di questi bimbi. Noi offriamo collaborazione e alleanza, altrimenti non possiamo far altro che denunciare quelle che per noi sembrano incompetenze o incongruenze". 

L’attacco dello psicologo di parte

Cantelmi ha aggiunto: “La giovane testista ha dichiarato che, per lei, parla il curriculum. Gliene diamo atto, è iscritta all'Albo degli Psicologi da poco più di 3 anni. Però ci sono già due questioni che pesano come macigni". Oltre ai post sui social contro la 'famiglia nel bosco', il perito critica anche il "modo di gestire i test durante le sedute", con quesiti "obsoleti o a nostro parere con troppo margine di discrezionalità". Secondo Cantelmi, inoltre, per operare con i minori sarebbero richiesti "almeno cinque anni di esperienza professionale documentata o docenza universitaria". Lo psicoterapeuta ha concluso: "A questo punto, vorrei verificare se anche il curriculum della Ctu soddisfa questi requisiti".

Garante Infanzia Abruzzo: “Grave comportamento della psicologa”

Sul caso è intervenuta anche la Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis: qualora venisse confermato il coinvolgimento "di una professionista che in precedenza aveva già espresso pubblicamente, attraverso i social network, giudizi e posizioni fortemente denigratorie nei confronti della famiglia, ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità, perché verrebbe meno in radice il requisito fondamentale dell'imparzialità che deve caratterizzare ogni valutazione tecnica in un ambito così delicato”. La Garante ha richiamato nuovamente "la centralità del superiore interesse dei minori coinvolti, che deve rappresentare il riferimento esclusivo di ogni decisione e di ogni valutazione".

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Garante: “Non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità”

La Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Abruzzo ha spiegato che “un professionista che abbia già manifestato un orientamento pregiudiziale non può garantire quella necessaria serenità di giudizio indispensabile per valutare in modo obiettivo la condizione psicologica e fisica dei minori e del loro nucleo familiare. In procedimenti che incidono in maniera così profonda sulla vita dei bambini non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità di chi è chiamato a svolgere funzioni tecniche". Per  De Febis “il rischio concreto è che si perda di vista l'obiettivo principale: la tutela effettiva dei diritti dei bambini. Alla luce degli elementi che stanno emergendo, avverto ancora più forte la responsabilità, connessa al ruolo che ricopro, di adoperarmi affinché vengano compiuti tutti gli approfondimenti necessari per chiarire i fatti e verificare che ogni passaggio del procedimento sia stato improntato al rispetto dei principi di imparzialità, correttezza e trasparenza. Mi attiverò per utilizzare tutti gli strumenti previsti dall'ordinamento al fine di comprendere pienamente quanto accaduto e contribuire a fare luce su una situazione che sta assumendo contorni di particolare gravità".

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