L'assistente capo della Polizia, fermato per l'omicidio di Abderrahim Mansouri, ha raccontato che è stata la "paura" che lo ha portato a premere il grilletto della pistola di ordinanza e a inquinare la scena del crimine. L'uomo, durante l'interrogatorio di convalida del fermo, si è detto rammaricato: "Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia"
Resta in cella l'assistente capo di polizia, Carmelo Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio scorso nel boschetto di Rogoredo. Il gip di Milano Domenico Santoro ha disposto la custodia cautelare in carcere. Intanto, continuano a emergere nuovi dettagli sull’omicidio. Cinturrino ha raccontato che è stata la "paura" che lo ha portato a premere il grilletto della pistola di ordinanza e a inquinare la scena del crimine. Quando ha capito che Mansouri stava morendo, ha realizzato le conseguenze a cui sarebbe andato incontro e ha "perso la testa". Dunque, "per mettere una toppa", ha chiesto al collega di andare in commissariato a prendere la borsa in cui dentro, come si è poi scoperto, c'era la finta Beretta. Cinturrino, durante l'interrogatorio del 24 febbraio, ha provato a riproporre la linea della legittima difesa ma non ha potuto negare la messinscena. E si è detto rammaricato. "Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia".
La versione di Cinturrino
Cinturrino, come ha riferito il suo avvocato, "ha ammesso le sue responsabilità. Si è pentito, ha confessato i suoi errori ma", anche se non è stato oggetto del suo esame, ha affermato di non aver "mai fatto cose illegali". In sostanza ha "negato di aver chiesto il pizzo agli spacciatori: non ha mai preso un centesimo". Una versione, però, smentita dai suoi stessi colleghi che erano con lui quella sera e che al momento sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso: "Voleva che tirassero fuori droga e soldi, spacciatore e tossici". Davanti al Gip, l'assistente capo ha continuato a sostenere che non voleva uccidere e che tutto è accaduto perché temeva che il pusher 28enne avesse in mano un revolver. E dopo aver visto che Mansouri si è abbassato e poi rialzato, "si è spaventato".
Capo della Polizia: "Via la divisa a Cinturrino"
Intanto il capo della Polizia, Vittorio Pisani, intervistato dal Corriere, spiega: "Abbiamo indagato noi sul caso di Rogoredo, e l’attività ispettiva sarà estesa all'intero commissariato. Nemmeno lo scudo penale avrebbe salvato l'agente". E aggiunge: "Ieri, subito dopo il fermo disposto dall’autorità giudiziaria, ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato".