I cadaveri potrebbero appartenere a persone che viaggiavano a bordo di barconi che sarebbero affondati nel Mediterraneo. Naufragi "fantasma" di cui nessuno sapeva nulla. I ritrovamenti in Calabria sono iniziati a Scalea l'8 febbraio, poi ad Amantea il 12 e a Paola il 17 febbraio. Un corpo senza vita arrivato il 17 sera anche a Custonaci, nel Trapanese. "Il mare sta restituendo corpi di migranti che, evidentemente, erano nel Mediterraneo proprio mentre il ciclone colpiva", ha detto la segretaria del Pd
In dieci giorni i corpi senza vita di quattro persone sono stati trovati sulla costa tirrenica della Calabria. I cadaveri sono difficili da identificare a causa della lunga permanenza in acqua prima che la marea li trasportasse a riva. Potrebbe trattarsi di migranti naufragati, anche se ancora è difficile capire realmente di chi si tratti e una certezza potrebbe non arrivare mai. L’ipotesi più plausibile è che nelle scorse settimane si sia verificato l’ennesimo naufragio “fantasma”, ovvero l’affondamento di un barcone carico di migranti che non era stato localizzato dai radar. A favorire questa idea è anche il maltempo che nelle ultime settimane ha imperversato sul Mediterraneo, compreso il ciclone Harry che ha provocato danni principalmente sulla Sicilia, la Sardegna e, appunto, la Calabria.
Schlein: “Morti non possono passare sotto silenzio”
Sulla vicenda si è espressa oggi la segretaria del Pd, Elly Schlein, in visita a Cassano allo Ionio, in Calabria, nei luoghi colpiti dal maltempo. "Tra i danni di questo ciclone - ha detto - ci sono un migliaio di dispersi in mare. Anche in questi giorni, purtroppo, il mare sta restituendo corpi di migranti che, evidentemente, erano nel Mediterraneo proprio mentre il ciclone colpiva. È una tragedia che non può passare sotto silenzio, sono esseri umani degni di essere ricordati".
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Indagini in corso
All’ipotesi del naufragio fantasma sta lavorando la procura di Paola. "Al momento non abbiamo elementi per collegare i ritrovamenti dei tre cadaveri a un naufragio in particolare e nel caso, non potrei diffondere dettagli in merito", ha detto il magistrato Domenico Fiordalisi. Il primo ritrovamento è avvenuto a Scalea, lo scorso 8 febbraio, poi ad Amantea quattro giorni dopo e a Paola il 17 febbraio. La procura paolana ha disposto l'autopsia sulle salme rinvenute sulle spiagge del Tirreno cosentino per capire la causa dei decessi e indagare su eventuali segni di violenza sui corpi. Accertamenti, inoltre, sono in corso di svolgimento per tentare di risalire all'identità dei deceduti.
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Altri corpi in Sicilia
Quelli arrivati sulla costa della Calabria non sono gli unici corpi senza nome restituiti dal mare negli ultimi giorni: anche in Sicilia sono stati trovati alcuni cadaveri e sarà da capire se appartengono a persone che si trovavano sulla stessa barca ribaltata o se si tratta di naufragi diversi. Un cadavere è stato recuperato nella sera del 17 febbraio nella frazione di Frassino, a Custonaci, nel Trapanese. Già nei giorni scorsi altri corpi erano stati riaffiorati in mare a Marsala, Trapani e Pantelleria. La salma in avanzato stato di decomposizione sarebbe di un migrante naufragato nel Mediterraneo centrale probabilmente durante il ciclone Harry.