Bimba morta a Bordighera, l'autopsia: trauma cranico e lesioni su dorso, addome e gambe

Cronaca
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Il medico legale ha descritto un quadro di ecchimosi diffuse compatibili con l'azione di un corpo contundente. Riscontrati trauma cranico e lesioni su dorso, addome e gambe. Ma restano ancora da chiarire le cause del decesso. Intanto la donna è in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale, mentre il compagno è indagato a piede libero per lo stesso reato. Per il gip la 42enne "fin dall'inizio ha proferito una serie di menzogne, nel tentativo di sottrarsi all'accertamento dei fatti"

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Si è conclusa poco dopo le 14 l'autopsia sul corpo della bambina di due anni di Bordighera morta nella notte tra l'8 e il 9 febbraio. La madre, 42 anni, è in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale, mentre il compagno è indagato a piede libero per lo stesso reato e la sua abitazione è stata sequestrata e sottoposta ai rilievi del Ris: l'ipotesi degli investigatori è che la bambina sia morta in quella casa di Perinaldo e dopo sia stata trasferita in quella della madre a Bordighera. La donna invece ha chiamato i soccorritori martedì mattina, dicendo che la piccola aveva difficoltà respiratorie, ma all'arrivo dei soccorsi la bimba risultava già deceduta. La 42enne ha parlato di una caduta dalle scale nei giorni precedenti, di una "bimba vivace" che "cadeva sempre", ma mai la piccola era stata portata in ospedale. Tuttavia il medico legale, dopo un primo esame esterno, ha descritto un quadro di ecchimosi diffuse su più parti del corpo non compatibili con una caduta accidentale e compatibili invece con l'azione di un corpo contundente.

L'autopsia: trauma cranico e lesioni su dorso, addome e gambe

Dai primi risultati dell'autopsia è emerso che la bimba aveva un trauma cranico, che potrebbe aver determinato un travaso ematico all'origine di una emorragia cerebrale; ma anche lesioni su dorso, addome, alle gambe e persino sul labbro superiore. Al momento, non è ancora possibile stabilire con esattezza la causa del decesso e non si esclude che possa trattarsi di più fattori. La morte risulterebbe avvenuta in un range di ore più ristretto rispetto a quanto riportato nella relazione della prima ispezione cadaverica, quindi 6 ore e forse anche meno. Resta ancora da chiarire se le lesioni rinvenute sul corpo della bambina siano state provocate da percosse o da una caduta.

La ricostruzione degli inquirenti

Secondo la ricostruzione degli inquirenti la bambina sarebbe morta nella notte tra l'8 e il 9 febbraio tra la mezzanotte e le 2, quando la donna con le sue tre figlie era a casa dell'altro indagato. Alle 8.21 del mattino del 9 la donna si trovava nella sua casa a Bordighera e ha chiesto l'intervento del 118: per il gip a quel punto la piccola era morta da diverse ore. Le prove contro la donna sarebbero evidenti: grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza i movimenti sono stati ricostruiti dagli investigatori e indicano che la donna, poco prima della richiesta di soccorso, aveva effettuato spostamenti in auto. Per il gip, è inverosimile' che la madre non si sia accorta che la figlia non respirava più.

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Il gip: "Ha portato a casa la figlia quando era già deceduta da ore"

Nell'ordinanza che ha disposto l'arresto della donna, il giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti ha scritto: "Quando (...) la caricava in macchina, la figlia più piccola era già deceduta da sei/otto ore. Appare inverosimile che nel prelevare dal letto, nel metterla in macchina, nel riprenderla in braccio nel momento dell'arrivo a casa e nel metterla nella culla non se ne sia resa conto". E dal "rientro a casa ci metteva sette minuti prima di richiedere l'intervento al personale sanitario". Inoltre nella telefonata fingeva di essersi appena svegliata. "Anche tali comportamenti sono distonici rispetto alla gravità dei fatti" e "depongono per la sussistenza di una sua responsabilità nella causa azione del decesso della figlia. Conseguentemente, si ritiene che sussistano gravi indizi colpevolezza del fatto che (...) percuotendo la figlia e cagionando le numerose diffuse lesioni personali consistite in ecchimosi di varie estensione su tutto il corpo ne abbia cagionato la morte".

"Dalla madre una serie di menzogne"

Attraverso la ricostruzione effettuata con testimonianze e analisi della videosorveglianza territoriale, confronto tra gli orari registrati dalla centrale del 118 e le parole della donna, contraddittorie e apparentemente non coincidenti con i fatti, agli inquirenti appare palese che, come scrive il giudice, "fin dall'inizio ha proferito una serie di menzogne, nel tentativo di sottrarsi all'accertamento dei fatti".

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