Per le prossime ore prevista allerta arancione in Sardegna e gialla in Calabria, Puglia e Sicilia. Proprio l'Isola è stata una delle zone maggiormente coinvolte e, in queste ore, si contano i danni dopo le violente mareggiate e il forte vento delle scorse ore, tra lungomari distrutti, muri di abitazioni abbattuti e negozi allagati
Dopo il passaggio del ciclone Harry che ha flagellato il Sud e le Isole, oggi comincia la conta dei danni. Secondo una prima ricognizione della Protezione civile regionale, in Sicilia i danni provocati ammontano al momento a 740 milioni di euro. A darne notizia è stato il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. Anche se il maltempo non lascia tregua, considerando che è prevista una allerta arancione per le prossime ore in Sardegna e gialla in Calabria, Puglia e Sicilia. Proprio l'Isola è stata una delle zone maggiormente coinvolte e, in queste ore, si stanno facendo le valutazioni del caso dopo le violente mareggiate e il forte vento delle scorse ore, tra lungomari distrutti, muri di abitazioni abbattuti e negozi allagati. E' prevista una giunta straordinaria oggi in Regione Sicilia per la dichiarazione dello stato di crisi. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato l'incontro in via straordinaria per oggi a Palazzo d'Orléans, a Palermo. All'ordine del giorno c'è anche la dichiarazione dello stato di emergenza regionale e la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale per il maltempo che ha colpito la Sicilia nei giorni 19, 20 e 21 gennaio.
Oggi sopralluogo di Musumeci nei luoghi colpiti dal ciclone Harry
Inoltre è previsto per oggi pomeriggio un sopralluogo del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, accompagnato dal capo del dipartimento della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano, nei luoghi colpiti dal ciclone Harry. In particolare, alle 15.15 Musumeci sarà sul lungomare di Santa Teresa Riva e alle 16.15 sul lungomare di Ognina-Catania.
Stato di calamità in Sicilia
In Sicilia una giunta straordinaria ha deliberato lo stato di calamità, stanziando per il momento 70 milioni di euro, 50 milioni subito disponibili e gli altri 20 milioni attingendo ai fondi globali con un'apposita norma che sarà proposta all'Assemblea regionale siciliana.
Ciciliano: "Ora necessario fare presto e fare bene"
Il maltempo in Sardegna, Sicilia e Calabria, "nonostante l'impatto sui territori", non ha causato "nessuna perdita, nessun ferito" e questa circostanza "mette in evidenza il buon funzionameto dei sistemi di protezione territoriali". Lo ha detto lo stesso capo della Protezione civile, presente nei sopralluoghi odierni nelle regioni colpite. Ciciliano ha aggiunto che poichè si tratta anche "di zone ad altissima fruizione turistica, è necessario fare presto e fare bene" per la messa in sicurezza e il ripristino delle condizioni di quelle aree del Paese.
Cgil Sicilia: "L'emergenza va affrontata con interventi immediati"
“L’emergenza va affrontata con interventi immediati di ripristino individuando le priorità e per quanto riguarda i risarcimenti si vada anche agli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori dei settori colpiti per i quali non sono attualmente previsti”. Lo ha detto il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, a proposito dei danni provocati dal ciclone Harry sull'isola. Tra le priorità, ad esempio, "il ripristino della tratta ferroviaria Messina- Siracusa, collegamento strategico chiuso per i danni subiti”. Per poi aggiungere: "Il disastro conseguente all’eccezionale evento climatico testimonia ancora una volta la fragilità del territorio siciliano, totalmente impreparato tra infrastrutture inadeguate, manutenzioni inesistenti, mancato governo del territorio. E di questo le responsabilità politiche sono chiare: lo dobbiamo alle scelte antimeridionaliste del governo Meloni e all’inadeguatezza del governo Schifani”.
Anci Sicilia: "Isola irriconoscibile, basta logiche emergenziali"
"Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, la Sicilia è irriconoscibile. Non solo per i danni gravissimi e le devastazioni che hanno colpito in maniera violenta, in particolare le isole minori, il Messinese, il Catanese, il Siracusano e il Ragusano, ma perché intere comunità sono state colpite al cuore, trasformate e in molti casi sfigurate rispetto alla loro conformazione, alla loro identità, al loro rapporto storico con i luoghi". Queste le parole del presidente Paolo Amenta e del segretario generale, Mario Emanuele Alvano, di Anci Sicilia. L'associazione dei Comuni sicilian, hanno aggiunto, "ritiene indispensabile un immediato intervento straordinario dello Stato e della Regione per sostenere i Comuni colpiti e consentire il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e vivibilità, ma allo stesso tempo Anci Sicilia chiede che si apra una fase nuova, non ordinaria, non emergenziale, ma strategica. Una fase in cui la ricostruzione si accompagni a un profondo ripensamento e a una nuova riprogrammazione, che potrà essere affrontata solo partendo dai sindaci".
Anche oggi scuole chiuse a Catania
Anche oggi, tra l'altro, è previsto che le scuole restino chiuse a Catania, a causa del maltempo. Lo ha deciso il sindaco Enrico Trantino. Sospese, dunque, le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado "per consentire una valutazione degli eventuali danni che si sono verificati negli edifici scolastici, in modo da accogliere gli alunni e gli studenti in condizioni di massima sicurezza". Per lo stesso scopo di sicurezza preventiva, rimarranno chiusi parchi e giardini pubblici.
In Sardegna le mareggiate portano alla luce tombe e reperti archeologici
In Sardegna la presidente della Regione, Alessandra Todde, dopo un sopralluogo lungo le coste del Sud, ha denunciato che l'acqua ha fatto ingenti danni al sito archeologico di Nora. Ma, a pochi chilometri di distanza capita anche il contrario: a Domus de Maria il mare ha fatto emergere dalla spiaggia due tombe fenicie e diversi reperti archeologici. Nella spiaggia di Sa Colonia sono intervenuti i carabinieri e il personale della Soprintendenza archeologia per effettuare un primo sopralluogo tecnico e valutare lo stato di conservazione dei manufatti. Al termine delle verifiche, quel tratto di spiaggia è stato delimitato e interdetto all’accesso. Nei prossimi giorni interverrà il personale specializzato per le operazioni di scavo e il recupero dei reperti.