Si indaga sull'omicidio di Abanoud Youssef, colpito a morte a coltellate perché aveva scambiato delle foto con una ragazza. Si cerca di capire se contestare l'aggravante al suo compagno di scuola fermato, che ha confessato di averlo ucciso e che si trova in carcere
È il giorno dell’interrogatorio di garanzia per il ragazzo di 19 anni che venerdì 16 gennaio ha ucciso a coltellate Abanoud Youssef, suo compagno di scuola all'istituto Domenico Chiodo di La Spezia. Al momento si trova recluso nel carcere della città ligure, dopo che ha ammesso di aver colpito il giovane perché aveva "scambiato" alcune foto "con la ragazza che frequento". Si tratta di immagini di quando i due erano "piccoli". Si sta cercando di capire se contestare l'aggravante della premeditazione, dato che il giovane si era portato il coltello da casa. In mattinata centinaia di ragazzi hanno ricordato la vittima davanti alla scuola che frequentava.
Possibile che le scuole installino dei metal detector
Il caso ha rinvigorito le polemiche sulla sicurezza nelle scuole italiane. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha così annunciato la possibilità di consentire ai presidi di "installare dei metal detector" negli istituti "di maggior rischio dove vi sono più problematiche, d'intesa con il prefetto". Il padre e lo zio di Youssef chiedono che la politica intervenga con una legge subito, "prima che ci siano altre vittime”.
Lo zio di Abanoud Youssef: "Non accetteremo scuse dell'altra famiglia"
Al termine della riunione di ieri, 18 gennaio, del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica nel palazzo della Prefettura spezzina, a cui ha partecipato anche lo stesso Valditara, lo zio dello studente ucciso ha fatto sapere ai cronisti che la sua famiglia non accetterà le scuse dei parenti dell’altro giovane coinvolto. "Un ragazzo che a 19 anni è già diventato un assassino non ha ricevuto alcuna educazione. Non sono riusciti a educarlo quindi non credo che possiamo accettare le loro scuse. Anche il nostro ragazzo aveva 18 anni ed era un angelo. È qui che si vede l'educazione di una casa. E la scuola è una seconda casa, ma la prima casa è la famiglia ed è qui che parte l'educazione", ha detto.