"Il perdono è difficile ma è possibile", ha detto Lucia Monteiro Duarte, madre di Willy, il giovane di origine capoverdiana ucciso durante un pestaggio il 6 settembre 2020 a Colleferro. Parole dette a margine di una mattinata dedicata alla non violenza e nel nome di Willy che ha avuto luogo all'Unint, l'Università degli Studi Internazionali di Roma. Un evento organizzato nell'aula magna alla vigilia della Giornata del Rispetto istituita dal Parlamento italiano dopo la morte di Willy e che ricorre il 20 gennaio, in concomitanza con il giorno in cui ricorreva il compleanno del giovane capoverdiano
Aiutare questi ragazzi a costruire un futuro migliore. E costruire un futuro migliore non è fare cose grandiose, è semplicemente vivere la tua vita. Dal 2024, il 20/01 si ricorda la giornata del rispetto in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane massacrato il 05/09/2020 a Colleferro per aver difeso un amico. Quella che mi auguro che prima o poi loro, um riescono a avere un, um Un atteggiamento di pentimento, che è quello che ha sempre mancato. Studenti universitari ma anche di scuole medie e superiori hanno assistito nell'aula magno dell'Università Internazionale di Roma, alla proiezione del film 40 secondi, diretto da Vincenzo Alfieri, che racconta quella tragica sera. Un'ottima occasione anche per vivere, rivivere la tragedia sperando appunto che potesse fare da monito anche per le giovani generazioni. Dobbiamo riflettere sul valore della vita, dice la madre Gilly, rivolta ai giovani per lo più dell'età di suo figlio quando venne ucciso. A questi ragazzi di um le dico di credere sempre che c'è il bene c'è. Il bene va ricercato. Luin, subito dopo l'assassinio del giovane di Colleferro, ha istituito una borsa di studio dedicata a lui rivolta a studenti e studentesse di Capo Verde, il paese d'origine della famiglia di Willy. L'unica risposta che l'università poteva dare era lavorare per la cultura, perché la cultura è l'unica cosa che può veramente sconfiggere la violenza. Per la morte di Willy, Francesco Belleggio e Mario Pincarelli sono stati condannati a 23:21 anni di carcere, Marco Bianchi all'ergastolo, mentre il fratello Gabriele in attesa di appello.
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