Sciopero nazionale taxi, in corso la protesta. Salvini: "Convocati sindacati per domani"
Cronaca"Lo sciopero dei taxi è contro questo governo che non ha mantenuto gli impegni, è per difendere il servizio pubblico e il futuro dei tassisti che hanno pagato per una licenza rilasciata da un comune e che operano secondo turni e orari stabiliti dal comune", ha detto il coordinatore nazionale di Unica Taxi Cgil, Nicola Di Giacobbe
È in corso in tutta Italia, ad eccezione dell’Umbria, uno sciopero nazionale dei taxi. La sollevazione, a cui hanno aderito una ventina di sigle sindacali, dura dalle 8 alle 22 ed è stata proclamata per manifestare contro il governo e contro l'ingresso nel settore di multinazionali come Uber. A Roma sono previsti anche dei presidi: il programma prevede che gruppi di tassisti in arrivo da altre città si ritrovino a Fiumicino, da dove parte un corteo con arrivo a Piazza Bocca della Verità, per poi proseguire verso Montecitorio, dove si svolge un "corteo statico". Controcorrente Unione Radiotaxi d'Italia e il consorzio itTaxi, che hanno deciso di non aderire alla protesta. "Ho convocato le associazioni domani. Non ho voluto interferire, quindi è giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare. Domani pomeriggio ho convocato tutte le sigle dei taxi al Ministero”, ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Poi ha aggiunto: "In questi tre anni ho fatto tavoli di confronto molto complicati, balneari, Ponte sullo Stretto, Alta velocità, espropri... Ma le riunioni più impegnative sono state quelle fra taxi ed Ncc, sono state delle avventure. In un bel posto ci devi arrivare...".
Le ragioni della protesta
Le sigle sindacali che hanno aderito allo sciopero chiedono "regole chiare" per le piattaforme digitali, "evitando lo strapotere degli algoritmi", la conclusione dell'iter dei decreti attuativi della legge contro l'abusivismo e la tutela del servizio taxi come servizio pubblico locale. "Chiediamo con forza al governo la riapertura del tavolo di confronto sui decreti attuativi che la categoria aspetta ormai dal 2019", ha detto la Uiltrasporti. "Non è più tollerabile il silenzio delle istituzioni di fronte all'ingresso aggressivo delle multinazionali" nel settore, secondo il sindacato, per cui qualità e sicurezza "non possono essere affidate a delle app senza controllo pubblico".
"Governo non ha mantenuto impegni"
La Cgil ha invece attaccato l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni: "Lo sciopero dei taxi è contro questo governo che non ha mantenuto gli impegni, è per difendere il servizio pubblico e il futuro dei tassisti che hanno pagato per una licenza rilasciata da un comune e che operano secondo turni e orari stabiliti dal comune", ha detto il coordinatore nazionale di Unica Taxi Cgil, Nicola Di Giacobbe. "Non si può far decidere ad un algoritmo" a discapito del servizio pubblico, ha aggiunto l'esponente sindacale, secondo cui "questo governo o è connivente delle multinazionali o non è nelle condizioni di far rispettare la legge”. Di segno opposto la posizione di Uri e itTaxi, che confermano la loro fiducia nel governo e nel dialogo istituzionale. "Chi promuove questa astensione dovrebbe protestare contro se stesso", ha detto il presidente Loreno Bittarelli, ricordando che furono proprio alcune delle sigle oggi in piazza a chiedere nel 2019 modifiche alla legge quadro, "creando un vuoto regolatorio e conseguenze disastrose".