Femminicidio a Bergamo, donna uccisa a coltellate in casa: arrestato il marito

Cronaca
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Il delitto si è verificato nella tarda mattinata del 18 marzo in via Pescaria, alla periferia della città. L'uomo ora si trova piantonato all'ospedale Papa Giovanni XXIII per alcune ferite superficiali che potrebbe essersi inflitto nel tentativo di togliersi la vita dopo il femminicidio

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Una donna è stata uccisa a coltellate dal marito a Bergamo. Il femminicidio è avvenuto nella tarda mattinata di mercoledì 18 marzo in un'abitazione di via Pescaria, alla periferia della città. Sul posto i sanitari del 118 che hanno constatato il decesso, polizia e vigili del fuoco. L'uomo è stato arrestato e si trova piantonato all'ospedale Papa Giovanni XXIII per alcune ferite superficiali che, stando alle prime informazioni, potrebbe essersi inflitto nel tentativo di togliersi la vita dopo aver commesso il femminicidio. La zona è stata chiusa per permettere i rilievi della scientifica. 

Inquirenti sul luogo dell'omicidio, Bergamo, 18 marzo 2026. Una donna è stata uccisa dal marito a Bergamo in una casa di via Pescaria. La coppia è italiana e l'uomo avrebbe poi tentato, invano, di togliersi la vita.
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Il luogo del femminicidio, in via Pescaria a Bergamo - ©Ansa

Cosa sappiamo

La donna uccisa a Bergamo si chiamava Valentina Sarto, 42 anni; il marito Vincenzo Dongellini, 49 anni. La coppia era sposata da maggio dell'anno scorso ma stava assieme da dieci anni, con l'uomo padre già di una figlia avuta da una precedente relazione. Gli agenti sono stati chiamati proprio dalla figlia dell'uomo. Quando la polizia e i sanitari sono arrivati sul posto, la donna era già morta, colpita con diverse coltellate inferte in punti vitali. Alle forze dell'ordine non risultano segnalazioni di precedenti dissidi tra i due, ma c'è la testimonianza di una vicina che li sentiva spesso litigare. Le indagini sono coordinate dal pm Antonio Mele. 

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Rilievi sul luogo del delitto
Rilievi sul luogo del delitto - ©Ansa

Le parole della sindaca di Bergamo

"Un femminicidio è un crimine agghiacciante, un dolore terribile per tutte e tutti noi, una ferita profonda per la città di Bergamo e l'intera società", ha detto la sindaca di  Bergamo, Elena Carnevali, commentando il femminicidio. "In momenti come questo, al dolore si uniscono la rabbia e il senso di impotenza: ancora una volta, tutto avviene tra le mura domestiche, all’interno di una relazione di coppia, nel luogo che dovrebbe essere di cura e sicurezza". La sindaca ha ribadito che bisogna continuare a lavorare per cambiare le cose, non solo sul piano istituzionale ma anche su quello culturale: "Ogni giorno deve essere il tempo della responsabilità nei loro confronti e della reazione, il tempo di costruire relazioni diverse, fondate sul rispetto e sulla libertà, il tempo di parole nuove che creino una cultura nuova. Bergamo si stringe, con commozione, attorno ai familiari e a tutte le persone colpite da questa violenza".

 

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