Sindaco di Pennabilli inneggia alla camicia nera, Anpi chiede intervento Prefetto

Cronaca

Il primo cittadino Mauro Giannini  torna a manifestare simpatie per il fascismo sul suo profilo social, scatenando parecchie polemiche

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"Sono nato con la camicia nera e morirò con la camicia nera" ha scritto con un post subito rimosso su Facebook Mauro Giannini, il sindaco di Pennabilli, un comune di 2600 anime in provincia di Rimini, in Emilia Romagna. Questa ammissione ha scatenato parecchie polemiche. A cominciare dall'associazione nazionale dei partigiani italiani (Anpi) che invita la Prefettura di Rimini ad intervenire. 

Anpi: chiediamo alle istituzioni di approfondire

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“Ci chiediamo se un uomo del genere sia in grado di rappresentare la nostra Repubblica e la sua Costituzione antifascista nata dalla Resistenza” dichiara Giusi Delvecchio, presidente dell’Anpi di Santarcangelo di Romagna. "Un uomo che dovrebbe rappresentare la cittadinanza e incarnare i principi della nostra Repubblica – continua Giusi- è orgoglioso di condividere un'ideologia impregnata di odio e che ha contribuito all'uccisione di milioni di persone in Italia e nel mondo” conclude l’Anpi che chiede alle Istituzioni di approfondire “questo accaduto estremamente grave in un Paese come il nostro". 

Il post su Facebook

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Nel post Giannini scriveva: "E' giunta l'ora di consegnare la divisa, ma non deporrò mai le armi. Mi sembra ieri quando senza un filo di barba partii volontario per arruolarmi nei reparti d'assalto dei paracadutisti” con tanto di foto armato in mimetica in Iraq e in Somalia. Nel post si legge “quando sono partito per servire la bandiera avevo solo un credo e la camicia nera”. Giannini ha commentato così il post tolto dai social:  “Avevo semplicemente riassunto la mia vita in poche ore senza inneggiare a nulla, una lettera d'amore alla nostra radiosa patria".

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"Parole di una gravità inaudita" così commenta il post di Giannini il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti. Una sorta di "inno al cameratismo e al servizio alla patria in guerra" che Sacchetti definisce “ pericoloso” soprattutto in vista del nascituro governo Meloni . Così come lo è, conclude il dem "qualsiasi rigurgito fascista in un'Italia resa libera e democratica dal sacrificio di chi per contrastare la dittatura di quella camicia nera ci ha rimesso la propria vita".

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