Ucraina, il cardinale Zuppi: "Dobbiamo aspettare la bomba nucleare per ripudiare guerra?"

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“Ripudiare la guerra significa lavorare per la pace, fare una pressione affinché non siano le armi la soluzione”, dichiara il presidente della Cei Matteo Maria Zuppi in un incontro con gli studenti a Genova  

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La guerra è una follia. “Dobbiamo aspettare un’altra bomba atomica per capirlo?”. A porre la domanda è il presidente della Conferenza Episcopale italiana ( Cei) Matteo Maria Zuppi ad un convegno a Genova. Il cardinale continua il discorso dicendo: “Quelli che hanno fatto la guerra (AGGIORNAMENTI LIVE) lo sapevano, perché hanno visto la bomba atomica e hanno detto se c'è una terza guerra mondiale sarà l'ultima, poi uno se lo dimentica e pensa che andrà tutto bene". L’arcivescovo Zuppi all’incontro con gli studenti sul 75esimo anniversario dalla nascita della Costituzione cita l’articolo 11:  “La logica della guerra è diffusivo, proprio per questo è realistico prendere sul serio l'articolo 11 della Costituzione italiana e applicarlo” poi spiega: “Ripudiare la guerra significa lavorare per la pace, fare una pressione affinché non siano le armi la soluzione” . 

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La democrazia in Italia non è a rischio per il presidente della Cei . “Mi preoccupa l'indifferenza e penso ad esempio all'astensionismo più forte dell'attenzione” dichiara Zuppi che cita una frase di Umberto Eco : “Mi preoccupano molto i neofascismi, quelli più invisibili del pensiero comune". L’arcivescovo sul rischio di una svolta autoritaria in Italia dichiara : “La memoria della nostra storia ci aiuta a essere avveduti, a far sì che non si ripeta". 

 Zuppi: “Servono tante idee e poca ideologia”   

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“Quando gli italiani scelgono il loro futuro non è mai un brutto giorno”, aveva dichiarato Zuppi in un’intervista ad Avvenire.  “Noi dobbiamo credere alla forza e alla bellezza della democrazia e ascoltare le domande che questo voto contiene, in un momento così importante per tutti" precisa il cardinale. "Servono tante idee e poca ideologia". Con la coalizione vincitrice il dialogo "avrà sempre al centro la bellissima dottrina sociale della Chiesa, che ha tanto da dire oggi nelle sfide cui dobbiamo far fronte. E ciò significa la difesa della persona, la difesa dei diritti individuali e dei diritti della comunità". 

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Giorgia Meloni "ha una grande responsabilità e tante attese” ha detto ancora il presidente della Cei ad Avvenire. “Deve dare dignità alla politica e quindi saper affrontare nella maniera più alta le grandi sfide che ci attendono, nella difesa dell'interesse nazionale ed europeo, che è poi la vera domanda dell'elettorato".

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Bisogna guardare avanti con una visione non piccola e miope, ma lungimirante secondo il presidente della Cei. “L'Italia è la radice dell'Europa e del Mediterraneo. C'è bisogno di un'Europa che funzioni di più” dichiara Zuppi nell’intervista “Per esempio per ciò che riguarda i flussi immigratori. L'Europa ha lasciato sola l'Italia in questo campo e perciò c'è bisogno di più solidarietà europea".

 

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