Papa Francesco sull'Ucraina: "Preghiamo per questo popolo martoriato"

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Papa Francesco parla di pace, vicinanza a Gesù, invita i fedeli a pregare col cuore e non con parole vuote,  poi rivolge una preghiera alla martoriata Ucraina " che sta soffrendo tanto"

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Papa Francesco in piazza San Pietro per la consueta udienza generale del mercoledì rivolge un pensiero all’ Ucraina “che sta soffrendo tanto, quel povero popolo così crudelmente provato". Poi racconta che questa mattina ha parlato con il cardinale Krajewski l’elemosiniere Pontificio scampato ad una sparatoria a Zaporizhzhia mentre portava gli aiuti. “Al suo rientro dall'Ucraina mi ha raccontato cose terribili. Pensiamo all’Ucraina e preghiamo per questo popolo martoriato", dichiara Papa Francesco.

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“Stare in preghiera non significa dire parole, ma aprire il cuore a Gesù”. Lo ha detto Papa Francesco oggi ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro. “La vera preghiera non è recitare le preghiere come se fossimo un pappagallo” prosegue il Pontefice.  Ci vuole“  familiarità e confidenza con Dio” al fine di vincere la paura o il dubbio che la sua volontà non sia per il nostro bene. “Una tentazione che a volte attraversa i nostri pensieri e rende il cuore inquieto e incerto" spiega Papa Francesco proseguendo la catechesi sul discernimento. "Discernere non è facile, perché le apparenze ingannano, ma la familiarità  con Dio può sciogliere in modo soave dubbi e timori, rendendo la nostra vita sempre più ricettiva alla sua luce gentile, secondo la bella espressione del Santo John Henry Newman" ha detto ancora.

 

Papa: "Diciamo la preghiera del ciao"

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"Molti dubitano che Gesù voglia la nostra felicità, anzi alcuni temono che prendere sul serio la sua proposta significhi rovinarsi la vita, mortificare i nostri desideri, le nostre aspirazioni più forti” dichiara il Papa. “A volte pensiamo che Dio ci chieda troppo, che insomma non ci voglia bene mentre nel nostro primo incontro abbiamo visto che il segno dell'incontro con il Signore è la gioia”. Poi continua: "Quando io ho una preghiera, incontro il Signore, divento gioioso, questo è bello” afferma papa Francesco “invece la tristezza, o la paura, sono segni di lontananza da Lui”. Il Pontefice poi racconta un giorno ha conosciuto un vecchio fratello religioso che era il portiere di un collegio e “ lui, ogni volta che poteva, si avvicinava alla cappella, guardava all'altare e diceva ciao” . Poi sprona i fedeli: "Diciamo la preghiera del ciao, la preghiera dell'affetto e della vicinanza"

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"La vita non è sempre logica” spiega Papa Francesco “  presenta molti aspetti che non si lasciano racchiudere in una sola categoria di pensiero”. Poi continua : “Vorremmo sapere con precisione cosa andrebbe fatto, eppure, anche quando capita, non per questo agiamo sempre di conseguenza". Il Pontefice ribadisce rivolgendosi ai fedeli: "Non siamo solo ragione, non siamo macchine, non basta ricevere delle istruzioni per eseguirle: gli ostacoli, come gli aiuti, a decidersi per il Signore sono soprattutto affettivi".

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Dopo aver salutato  i dirigenti, i funzionari e i cappellani del Servizio Penitenziario venuti a Roma ricorda a tutti che ottobre è il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna del Rosario. “Recitando questa preghiera nelle comunità e nelle famiglie - ammonisce - affidate a Maria le vostre preoccupazioni e i bisogni del mondo, soprattutto la questione della pace”. 

 

 

 

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