Covid, quali regioni potrebbero cambiare colore dal 28 febbraio
La Lombardia, ha anticipato il presidente Attilio Fontana, tornerà in zona bianca. Potrebbero lasciare il giallo anche Emilia-Romagna, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano. Fra le ipotesi anche il ritorno in zona gialla del Friuli Venezia Giulia, che è arancione dal 24 gennaio
Da lunedì 28 febbraio la Lombardia tornerà in zona bianca. Lo ha anticipato il presidente della Regione, Attilio Fontana. La decisione ufficiale della Cabina di monitoraggio arriverà venerdì 25, quando per la Lombardia saranno passati i 14 giorni con i parametri delle ospedalizzazioni per Covid sotto la soglia del giallo. Ma anche altre regioni potrebbero lasciare la zona gialla per la bianca e il Friuli - unica arancione - potrebbe tornare in giallo
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"Da lunedì saremo bianchi", ha detto Fontana (nella foto) il 22 febbraio ai giornalisti a margine del Consiglio regionale. "Grazie alla campagna vaccinale tutti gli indicatori sono sotto soglia quindi da lunedì torniamo in zona bianca"
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Passaggio confermato anche dalla vice presidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti: "Avevo già anticipato la settimana scorsa che gli indicatori erano tutti positivi”. E anche lei ribadisce che il ritorno alla zona bianca avviene "grazie a una straordinaria campagna vaccinale, che vede la Lombardia primo territorio al mondo per la terza dose" e a un'adesione generale del 94% con punte del 98% tra i ventenni
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Potrebbe passare in zona bianca l’Emilia-Romagna, dove sembra consolidarsi il calo degli indicatori della curva epidemica: l'incidenza dei nuovi casi ogni 100mila abitanti è scesa a 425 da 613,5 della scorsa settimana e l'Rt regionale, il dato che misura la trasmissibilità del contagio, è intorno allo 0,55. Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva si sta avvicinando al 10% (è all’11%, dato Agenas al 22 febbraio) e quello di occupazione dei posti letto ordinari nei reparti Covid è stabilmente sotto il 20% (è al 19%, dato Agenas al 22 febbraio)
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Anche il Veneto spera nel cambio dal giallo al bianco. Nella Regione, secondo i dati Agenas aggiornati al 22 febbraio, l’occupazione delle terapie intensive è al 6% e quella dei reparti ordinari al 13%. L’incidenza è a 160,93
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Potrebbe approdare in zona bianca la provincia autonoma di Bolzano, dove le terapie intensive sono al 2%, i reparti ordinari al 16% e l’incidenza al 245,65 (dati Agenas del 22 febbraio)
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Fra le ipotesi c’è anche il ritorno in zona gialla del Friuli Venezia Giulia, unica regione al momento in arancione e che si trova in questa fascia di rischio dal 24 gennaio. Nella Regione, secondo i dati Agenas aggiornati al 22 febbraio, l’occupazione delle terapie intensive è al 10% e quella dei reparti ordinari al 24%. L’incidenza è a 114,44
Il passaggio a una zona di minor rischio avviene quando, per più di due settimane consecutive, i parametri ritenuti cruciali dalle autorità sanitarie per la gestione della pandemia scendono sotto le soglie d’allarme
I tre criteri considerati per il sistema a colori delle regioni sono la percentuale di posti letto occupati in terapia intensiva, quella relativa ai letti disponibili nei reparti ordinari e l’incidenza settimanale (nuovi casi di positività al Covid-19) ogni 100mila abitanti
Si passa da bianco a giallo quando, contemporaneamente, l’occupazione dei letti in terapia intensiva supera il 10%, quella nelle aree mediche il 15%, l’incidenza sfora i 50 casi Covid alla settimana ogni 100mila abitanti. Se i numeri di almeno uno di questi parametri scendono sotto le soglie per più di 14 giorni di fila, dal giallo si torna in bianco
Dalla zona gialla si passa in arancione se i reparti di terapia intensiva sono occupati al 20%, i reparti ordinari al 30% e l’incidenza supera i 150 casi ogni 100mila abitanti
Entrano in zona rossa i territori con un tasso di occupazione delle terapie intensive al 30%, reparti al 40%, l’incidenza oltre i 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti