Green pass, a Trieste protestano i portuali. Il leader: "Nessun blocco, chi vuole lavora"

Cronaca
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Cinquemila le persone già radunate al varco 4. "Di fatto il porto non sta funzionando", dice Stefano Puzzer, capo del sindacato autonomo che ha organizzato la mobilitazione e che nei giorni scorsi ha respinto la mediazione proposta dal governo di tamponi pagati dalle aziende. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga invece ha affermato: "Il porto sta funzionando"

Nei giorni scorsi il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste ha annunciato, a partire da oggi, 15 ottobre, il blocco "a oltranza" del porto per protestare contro l'obbligo di Green pass per poter accedere ai luoghi di lavoro. "Non c'è nessun blocco, chi vuole lavorare lo fa" , ha detto Stefano Puzzer, il leader della protesta no Green pass in corso al porto di Trieste, nel giorno in cui entra in vigore l'obbligo di avere il certificato verde per andare al lavoro nelle imprese pubbliche e private. Alcuni lavoratori portuali non hanno aderito alla manifestazione e hanno regolarmente raggiunto la loro postazione. Sono oltre cinquemila le persone già radunate al varco 4 del porto di Trieste: non si tratta solo di portuali, ma anche di tanti che non operano nello scalo. L'accesso fino a questo momento è stato consentito ma i camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro. Nei giorni scorsi il sindacato autonomo aveva respinto la mediazione proposta dal governo di tamponi gratis per i lavoratori e pagati dalle aziende per chi non ha il Green pass. "Crediamo che debba riprendere quanto prima la piena operatività del porto", scrivono in una nota le segreterie territoriali di Trieste di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Mare, spiegando che dopo aver ottenuto la gratuità dei tamponi per i lavoratori del porto che ne hanno la necessità, "pensiamo che ogni ulteriore fermo non venga più compreso dalla maggioranza dei lavoratori". Manifestazioni e sit-in anche al porto di Genova - al terminal Psa di Prà e al varco Etiopia, e a quello di Ancona - dove circa 200 persone hanno bloccato l'accesso allo scalo (GLI AGGIORNAMENTI LIVELE FOTO DELLE MANIFESTAZIONI).

Puzzer: 800 lavoratori fuori

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"Ottocento lavoratori sono fuori e un centinaio dentro, di fatto il porto oggi non sta funzionando", ha detto Stefano Puzzer, leader del sindacato autonomo che ha organizzato la manifestazione. "Sono entrate pochissime persone, della mia azienda solo due persone", ha spiegato Michele Bussoni, un altro dei portuali. "Che il porto non funzioni si capisce dalle gru ferme e dal fatto che alcune navi sono state spostate in altri porti".

Il presidente del porto: "Situazione come da me richiesta"

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"La situazione mi sembra quella che ho chiesto io. Di più non dico, oggi voglio stare tranquillo", ha commentato all'Agi Zeno D'Agostino, il presidente del porto di Trieste, in merito alla manifestazione no Green pass. In una conferenza stampa ieri D'Agostino avrebbe espresso la propria contrarietà al blocco inteso come impedire l'accesso al posto di lavoro anche a chi era contrario allo "sciopero". La linea del Coordinamento lavoratori portuali è però mutata nelle ultime ore, lasciando spazio alla libertà di scelta.

Attimi di tensione subito allentati

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In mattinata qualcuno ha portato cartoni di pizza che è stata offerta anche ai tanti giornalisti e comunque ai presenti. Uomini e donne sono arrivati da Milano, da Padova, da Varese e lavorano nel settore della sanità, nel comparto pubblico, e poi vaccinati e no vax: la folla è eterogenea. C'è chi ha intonato cori e, dispersi nella folla, a tratti si sono persino uditi suonare dei corni. Alcuni slogan urlati dai presenti recitano "Libertà " oppure "No green pass" o ancora altri contro il governo Draghi. C'è stato qualche attimo di tensione quando Fabio Tuiach, ex consigliere comunale noto per le sue posizioni estremiste ed ex pugile, ha tentato di impedire a un'auto di entrare. Subito sono accorsi gli stessi lavoratori che lo hanno convinto a desistere e a far passare la vettura. La folla intorno, per allentare la tensione, ha intonato qualche canzone tipicamente triestina e subito dopo c'è stato uno scroscio di applausi. Intanto su Twitter "portualidiTrieste" è uno degli hashtag più popolari.

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Nel primo pomeriggio una troupe del Tg3 mentre stava per fare una diretta nei pressi del varco 4 del porto di Trieste è stata circondata da numerosi manifestanti che hanno iniziato a fischiare e a gridare "venduti" impedendo in ogni modo le riprese e la registrazione. Gli insulti sono aumentati e più volte la troupe è stata invitata bruscamente ad allontanarsi fino a quando la giornalista e il cameraman non hanno smontato l'attrezzatura e si sono allontanati.

Fedriga: "Il porto funziona"

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"Il porto funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l'economia di un Paese, dato che danneggiare l'attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell'indotto", ha detto a Sky TG24 il presidente della Regione Fvg e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Le autorità portuali hanno comunicato che l'attività del porto di Trieste dall'inizio dello sciopero è proseguita quasi con regolarità, anche se con qualche rallentamento. Tutti i varchi dello scalo, tranne il numero 4 dove si svolge la manifestazione, sono rimasti regolarmente aperti consentendo il transito sia di vetture che camion. 

La manifestazione al porto di Trieste

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Mentre ieri il prefetto di Trieste Valerio Valenti ha annunciato che "è una manifestazione non autorizzata e chi sciopera fa reato", il protagonista della mobilitazione, Stefano Puzzer, leader del Clpt, aveva aperto l'assemblea del Coordinamento con una dichiarazione di disponibilità: "Se qualcuno vuole andare a lavorare vada, non blocco nessuno". E poi: "Lo sciopero a oltranza lo farà chi vorrà. Ci parliamo negli occhi, vediamo se arrivano risposte. È una cosa che dobbiamo fare tutti uniti, o non ha senso stare qui". "Comportiamoci bene, non si beve come al solito. Noi staremo davanti, un corpo unico, di qua e di là. Chi non è del porto non entra. No alle provocazioni", aveva aggiunto. Sull'apertura del Coordinamento dei lavoratori deve aver pesato, anche, la mancata adesione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la fino a ieri mancata mobilitazione dei colleghi di Genova, Napoli e di altri porti e poi, soprattutto, la richiesta di revoca da parte della Commissione di Garanzia sugli scioperi.

Clpt, circa il 40% dei lavoratori portuali non ha il green pass

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Quello di Trieste è il settimo porto in Europa per movimentazione totale di merci e il primo in Italia con 62 milioni di tonnellate. Secondo il Clpt, sindacato di base che rappresenta un terzo dei 950 addetti dello scalo, su 950 lavoratori circa il 40% non ha il Green Pass. La vera partita della protesta comincia però il 16 ottobre: se davvero il Clpt avrà la volontà e la forza di paralizzare lo scalo per altri quattro giorni, come annunciato, il volume degli accordi internazionali e del volano economico che il porto rappresenta potrebbe rivelarsi troppo pesante.

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