Referendum eutanasia legale, si può firmare anche online: ecco come fare

Cronaca
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Prosegue la raccolta firme promossa dall'Associazione Luca Coscioni che chiede l'abrogazione dell'art. 579 del codice penale, nella parte in cui vieta l'eutanasia "attiva" sul modello belga e olandese. Richiesti 500mila firmatari entro il 30 settembre. Sul sito dell'associazione è aggiornata quotidianamente la mappa che mostra in quali città italiane sono organizzati tavoli per le firme e altri luoghi dove aderire, e dal 12 agosto si può partecipare anche sul web

Sono ormai quasi due mesi che prosegue la raccolta firme per il referendum sull’eutanasia legale promosso dall’Associazione Luca Coscioni: dallo scorso 17 giugno tavoli appositi sono allestiti nelle città di tutta Italia. Servono 500mila firme entro il 30 settembre per portare avanti l’iniziativa e farla approdare sul tavolo delle istituzioni. La lista e il calendario della raccolta firme itinerante è disponibile, aggiornata quotidianamente, sul sito dell’Associazione. Inoltre, dal 12 agosto, si può firmare anche online sulla piattaforma predisposta dall'Associazione Coscioni.

Cosa prevede la richiesta di referendum

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Il testo della proposta di referendum prevede una parziale abrogazione dell'art. 579 del codice penale -omicidio del consenziente- che impedisce la realizzazione di quella che viene chiamata “eutanasia attiva”, sul modello adottato in Belgio e nei Paesi Bassi. L’eutanasia è attiva quando il decesso di una persona è indotto attraverso la somministrazione di farmaci che inducono la morte, oppure dallo stop alle cure necessarie per mantenere in vita il malato.

La piattaforma digitale per i referendum

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Dal 12 agosto i referendum e le leggi di iniziativa popolare si possono firmare online, non solo ai gazebo. Ad annunciarlo è l'associazione Coscioni, che rivendica la novità insieme a Mario Staderini, ex segretario dei Radicali, dopo una battaglia politico-giudiziaria durata due anni. La svolta arriva con un emendamento approvato negli scorsi giorni all'unanimità dalle commissioni Affari costituzionali e Ambiente per la raccolta firme per i referendum on line tramite identità digitale (Spid) e carta d'identità elettronica. In attesa del piattaforma governativa che sarà pronta da gennaio 2022, l'associazione Coscioni lancia la propria piattaforma in vista del referendum sull'eutanasia.

“Una decisione storica”

Dopo l'ok delle commissioni e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, "la firma digitale da oggi è finalmente realtà. Si tratta di una decisione storica, di una riforma epocale che offre la possibilità di firmare online referendum e leggi di iniziativa popolare", si legge in una nota dell'associazione. Si ricorda, inoltre, che la raccolta firme in formato digitale "è una pratica comune in quasi tutta l'Unione europea e in alcuni paesi, come per esempio la Germania, ora anche in Italia, grazie a una pressione politica che ha trovato un prima vera svolta nel 2019 con il caso Staderini -De Lucia, quando le Nazioni unite hanno condannato la Repubblica italiana per violazioni del Patto internazionale sui diritti civili e politici, a causa degli ostacoli alla raccolta delle firme sugli strumenti di democrazia diretta: i ricorsi hanno imposto all'Italia di rimuovere gli 'irragionevoli ostacoli' alla raccolta firme previsti da una legge del 1970, ben prima della nascita del web". Di recente - continua la ricostruzione - "una lettera al ministro Colao sottoscritta da oltre 3000 cittadini a firma del co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, Marco Gentili (attivista politico malato di Sla che si è esposto in prima linea anche con sit-in sotto il ministero e appelli attraverso il sintetizzatore vocale grazie al quale si esprime), il lavoro in Parlamento del deputato Riccardo Magi che ha convinto i colleghi a firmare prima e approvare poi l'emendamento". Per Staderini è "una riforma storica, una vittoria per chi crede che la democrazia sia per tutti. Con la firma digitale il referendum torna ai cittadini, che potranno raccogliere le firme senza dover chiedere permesso ai partiti". Soddisfatto anche Gentili: "Con il digitale si supera il meccanismo discriminatorio dell'autentica, oltre che gli ostacoli previsti da una legge di oltre 50 anni fa, come la vidimazione dei moduli e le procedure vessatorie per la certificazione delle firme, e si evita, qualora dovesse peggiorare la situazione sanitaria, di dover uscire di casa per fare politica".

L'iniziativa della Lombardia

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Intanto, anche in Commissione Affari Istituzionali del Consiglio Regionale della Lombardia è iniziato il cammino della richiesta di referendum per la legalizzazione dell'eutanasia. Le proposte di referendum abrogativo, presentate il 21 luglio dal Consigliere di +Europa Radicali Michele Usuelli e dal Movimento 5 stelle, ricalcano quelle dell'Associazione Luca Coscioni. Se la proposta sarà approvata dall'Aula verrà poi trasmessa alle altre Regioni italiane e, se altre quattro di queste la accoglieranno nella medesima formulazione, il quesito sarà sottoposto al voto dei cittadini, a seguito del vaglio della Corte Costituzionale.

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