Ilva, Nichi Vendola: "Mia condanna? Giustizia che calpesta la verità"

Cronaca

"E' stato commesso un grave delitto contro la verità. Accuse grottesche e senza prove" ha detto l'ex governatore della Puglia in un'intervista al Corriere

"Mi ribello ad una giustizia che calpesta la verità. E' come vivere in un mondo capovolto, dove chi ha operato per il bene di Taranto viene condannato senza l'ombra di una prova. Una mostruosità giuridica avallata da una giuria popolare colpisce noi, quelli che dai Riva non hanno preso mai un soldo, che hanno scoperchiato la fabbrica, che hanno imposto leggi all'avanguardia contro i veleni industriali". Lo afferma l'ex governatore pugliese Nichi Vendola dopo la sentenza sull'Ilva di Taranto. "Appelleremo questa sentenza, - continua Vendola - anche perché essa rappresenta l'ennesima prova di una giustizia profondamente malata." 

"Sono ferito"

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"Sono ferito da questa offesa alla verità e alla mia storia" ha detto Vendola in un'intervista al Corriere della Sera. "Io mi ribello a questa giustizia che calpesta la verità. Già, i giudici hanno commesso un grave delitto contro la verità. E io ora mi sento come uno che vive in un mondo capovolto: chi ha operato per il bene di Taranto viene condannato senza lo straccio di una prova. Questo è quello che mi è successo. Ed è tremendo", così lo sfogo dell'ex governatore pugliese. "Il mio cimento, il mio rovello è sempre stato quello di coniugare il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Ho governato imponendo una svolta ambientalista all’intera legislazione in Puglia, dall’urbanistica al paesaggio, dalle bonifiche all’energia rinnovabile. E su Ilva abbiamo noi aperto la questione delle malattie, dei morti, dell’inquinamento, dopo decenni di totale indifferenza istituzionale. Pensi, se avessi fatto anche io finta di niente, non sarei finito in un processo" ha aggiunto Vendola.

"Non riesco a pentirmi di essere innocente"

"Io sono accusato di avere, con minaccia “implicita”, minacciato il direttore dell’Arpa affinché ammorbidisse la sua posizione su Ilva. Ma Arpa non ha mai ammorbidito un fico secco. - continua Vendola - E non c’è alcuna prova di questa mia minaccia. L’unica cosa implicita è la volontà di colpire e sporcare una storia politica limpida. Ecco, semplicemente non riesco a pentirmi di essere innocente! La giustizia è malata, - conclude l'ex governatore - la sua amministrazione è sempre più spettacolarizzata, la cultura delle investigazioni è in caduta libera, il circo giudiziario sta uccidendo il sentimento della giustizia. Questo è un problema per la qualità della democrazia. E la sinistra non può non prendere di petto questa questione". (EX ILVA, OGGI INCONTRO AZIENDA-SINDACATI)

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