Covid, quarantena e tampone anche per chi rientra in Italia da Paesi Ue

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Il ministro della Salute Speranza ha firmato un'ordinanza, in vigore fino al 6 aprile, che dispone, per arrivi e rientri da Paesi dell'Unione Europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. La quarantena è già prevista per tutti i Paesi extra Ue. Continua a creare polemiche intanto la scelta del governo di permettere i viaggi all’estero a Pasqua, ma al contempo di interdire gli spostamenti tra regioni. Bonaccini: "Vacanze all'estero un'assurda anomalia"

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza che dispone, per arrivi e rientri da Paesi dell'Unione Europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. L'ordinanza sarà in vigore da domani fino al 6 aprile. È indicata l'effettuazione di test molecolare o antigenico. La quarantena è già prevista per tutti i Paesi extra Ue. È quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute (COVID, AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE - LA SITUAZIONE IN ITALIA CON MAPPE E INFOGRAFICHE). Intanto la Germania annuncia un rafforzamento dei controlli alle frontiere terrestri nel pieno della terza ondata di pandemia.

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"Quarantena al rientro dall'Ue? Così abbiamo perso tutti, francamente non vediamo il nesso di questa misura "sanitaria" e non riusciamo a scollegarla dalle polemiche di questi ultimi giorni sul fatto che si possa viaggiare in alcuni paesi esteri per Pasqua. Perché quest'ordinanza non è stata fatta prima? Sembra voler dire: rendiamo più difficile andare all'estero... Anche noi tour operator siamo aziende italiane! E stiamo parlando di due soli charter (da 180 passeggeri), un numero minuscolo rispetto alle gravissime perdite dell'ultimo anno”, attacca il presidente ASTOI Confindustria Viaggi – Associazione Tour Operator Italiani, Pier Ezhaya.

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Continua a creare polemiche intanto la scelta del governo di permettere i viaggi all’estero, ma al contempo di interdire gli spostamenti tra regioni. "Non si possono incontrare i propri cari, magari a pochi chilometri di distanza, ma è possibile prendere un aereo e farne migliaia per svago? Un controsenso che penalizza anche tutti gli operatori turistici e gli albergatori che da tanti mesi sono alle prese con forti perdite economiche. Spero si faccia presto chiarezza su questa assurda anomalia”, scrive su Facebook Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.

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Critico anche Marco Bussone, Presidente nazionale di Uncem, l’Unione nazionale comuni comunità enti montani. "Qualcosa non torna. In zona rossa si possono fare le vacanze di Pasqua all'estero, si possono raggiungere le seconde case, ma non ci si può spostare tra piccoli Comuni. Da Torino si può andare a Ibiza, da Milano si può andare a Sestriere, da Roma a Roccaraso, ma da Formazza non puoi andare a Baceno. E neanche da Sante Marie a Carsoli, o da Ceres a Mezzenile”, afferma. "Nulla contro i viaggi, tantomeno contro le seconde case, ci mancherebbe, ma - aggiunge Bussone - in queste soluzioni per prevenire il contagio, non posso non notare un aumento delle diseguaglianze, disparità di trattamento tra chi ha e chi non ha, disuguaglianze che aumentano e che esplodono con forza. Non basta il buonsenso che in queste soluzioni non c'è. Occorre riconoscere che l'Italia è il Paese dei Comuni e quasi seimila sono piccoli o piccolissimi. Aver tolto la possibilità di spostarsi nei trenta chilometri per chi risiede in un Comune con meno di 5.000 abitanti e aver invece dato la possibilità di volare su calde spiagge, non rientra nel buonsenso che ci aspettiamo", conclude Bussone, secondo il quale "chi vive sui territori, nelle zone montane, nei Comuni-polvere, è fortemente penalizzato".

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