
Covid e scuola, il piano per la riapertura a gennaio e i nodi da sciogliere
Molti studenti sono tornati sui banchi dopo il passaggio di alcune Regioni a zone con minori restrizioni. Rimangono in didattica a distanza i ragazzi delle superiori. Ecco la situazione nel nostro Paese e lo scenario che si prospetta dopo le feste natalizie

Con il ritorno a zona gialla delle regioni, molti studenti sono tornati a sedere sui banchi di scuola. Riprese le lezioni in presenza per diverse categorie di alunni, ma restano alcune difficoltà riguardo alla situazione degli istituti scolastici
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Dopo l'impennata di contagi Covid-19 all'isola d'Elba, con ordinanza del vicesindaco di Portoferraio, Luca Baldi, è stata decisa la chiusura anticipata dal 21 dicembre di tutte e scuole di ogni ordine e grado, su tutta l'isola, e fino al 31 dicembre la chiusura di tutti gli asili
Scuola, il piano di Governo e regioni per la ripartenza
Intanto il presidente di Eurocities e sindaco di Firenze Dario Nardella ha espresso preoccupazione per la situazione dei trasporti con la riapertura delle scuole superiori dal 7 gennaio. “L'Italia non può permettersi di mantenere ancora le scuole chiuse ma dobbiamo preoccuparci di attrezzare un sistema di trasporto pubblico adeguato per muovere i 2,5 milioni di studenti superiori che abbiamo in Italia”, ha detto
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Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha invece detto che il territorio è pronto ad “affrontare dove necessario la presenza al 75%” degli studenti nelle scuole quando verranno riaperte le superiori, ma “sottolineiamo l'opportunità che si inizi almeno per i primi periodi con una presenza del 50%" a gennaio
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“In attesa di realizzare alcuni interventi, sarebbe opportuno un inizio graduale" delle scuole, ha chiarito Fontana, aggiungendo che "chiediamo la dilazione delle attività lavorative al governo, dato che questo dev'essere fatto solo a livello centrale”
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Il presidente della Regione Lombardia ha poi chiesto, in accordo con quanto affermato anche da Nardella, “ulteriori trasferimenti di risorse" da parte del governo "per integrare il trasporto pubblico", individuate dall'assessorato regionale ai Trasporti in "130 milioni di euro”
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Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi chiede che i dirigenti scolastici siano invitati a tutti i tavoli provinciali coordinati dai prefetti perché “solo i dirigenti scolastici hanno piena contezza delle necessità di spostamento di studenti e docenti e quindi sono in grado di proporre soluzioni ragionevoli e basate sui dati di realtà”

Giannelli sostiene anche che i dirigenti scolastici non intendono sostituirsi alle autorità sanitarie e che è evidente che sia necessario “partire da quello che sostengono loro e sulla base di questo verranno prese le decisioni più opportune” riguardo alla riapertura degli istituti scolastici dal 7 gennaio

Dello stesso parere di Giannelli è il presidente del Veneto Luca Zaia, il quale ritiene che “l’apertura delle scuole a gennaio vada fatta sui piani epidemiologici”. “I ragazzi hanno diritto di andare in presenza - ha detto - ma sono anche dei grandi vettori"

Il piano per la ripartenza della scuola è in dirittura di arrivo. Resta l’imperativo di tornare alle lezioni in presenza, a partire dal 7 gennaio, anche per le superiori seppure al 75%, ma si sta tenendo conto anche delle richieste di alcune regioni, come Veneto e Campania, di una percentuale al 50% almeno all’inizio

Il governo, insieme ai prefetti, sta cercando di sciogliere il nodo dei trasporti con misure territoriali che tengano conto degli orari di uffici, negozi e scuole da scaglionare e il tracing prioritario per il mondo dell’istruzione

Intanto il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha annunciato che il 7 gennaio "riprenderanno le lezioni in presenza per il 75% degli studenti delle scuole superiori" della provincia. Nel protocollo sono stati stabiliti un potenziamento delle linee urbane ed extraurbane per i trasporti provinciali e orari di ingresso differenziati nelle scuole superiori per evitare sovraccarichi nelle ore di punta e per rispettare la capienza nei mezzi non oltre il 50%. Torneranno sui banchi circa 22.000 studenti, mentre saranno 255 gli autobus, di cui 55 aggiuntivi

Intanto sono vari gli emendamenti che riguardano la scuola inseriti nella manovra. Uno di questi, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, prevede 40 milioni destinati dall’Inail nel prossimo triennio per la costruzione di scuole innovative nei piccoli comuni del Mezzogiorno, per contrastare il fenomeno dello spopolamento

Gli investimenti andranno ai comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti nelle regioni Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna

Approvato dalla commissione Bilancio alla Camera anche l’emendamento alla manovra che porta a 55 milioni per il 2021 i fondi aggiuntivi per l’alternanza scuola-lavoro e per i percorsi formativi di apprendistato

Lo stanziamento complessivo per il 2021 sarà quindi di 130 milioni, che scendono a 125 milioni nel 2022