Coronavirus, anche l’Esercito per i controlli sul territorio. Ipotesi mini-lockdown mirati

Cronaca

Il governo studia le mosse dopo il nuovo aumento dei contagi in Italia. Il Viminale scrive ai prefetti: se serve sarà in azione anche l'Esercito per i controlli anti-assembramento. L'esecutivo ha sul tavolo la bozza del prossimo dpcm pronto per essere varato mercoledì 7 ottobre. Si pensa anche a possibili chiusure territoriali sempre più localizzate se l'indice Rt salirà troppo sopra 1. Si monitorano gli orari di apertura dei locali, in particolare ristoranti e pub

Controlli mirati, pattugliamenti contro gli assembramenti e anche i militari in campo per verificare il rispetto delle norme, come l'obbligo delle mascherine. Ma anche mini-lockdown diffusi per arginare l'aumento dei focolai. In Italia il coronavirus (LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI LIVE) ha ripreso a diffondersi con ritmi più preoccupanti nelle ultime settimane. E il governo si sta muovendo per cercare di limitare la nuova diffusione del contagio. Il Viminale è pronto a fornire un ulteriore supporto, con attività straordinarie e - se serve - l'ausilio dell'esercito (LA SITUAZIONE IN ITALIA: MAPPE E GRAFICI).

In arrivo il nuovo dpcm

L’ultimo bollettino del ministero della Salute ha registrato 2.844 nuovi casi in 24 ore. Nuove precauzioni sono già in arrivo. L’esecutivo ha sul tavolo la bozza del prossimo dpcm pronto per essere varato mercoledì 7 ottobre. Diverse le ipotesi che circolano: dall'obbligo di mascherine all'aperto in tutto il Paese a possibili limitazioni sugli orari di chiusura di pub e ristoranti, fino alle norme ferree sul contingentamento delle presenze in strutture sportive e ricreative come teatri e cinema (anche se il presidente dell'Anica, Francesco Rutelli, precisa che "il governo ci ha assicurato che al momento ciò non è all'ordine del giorno”).

I mini-lockdown mirati

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Il governo lavora anche all'ipotesi di chiusure mirate e sempre più localizzate. Di fatto alcuni mini lockdown - con i bar chiusi dalle ore 18 alle 6 del giorno successivo e la sospensione delle attività di barbieri e parrucchieri - sono già stati disposti in alcuni territori. Gli ultimi sono previsti con un'ordinanza della Basilicata nel Potentino, fino al 13 ottobre per i comuni di Tramutola e Marsicovetere.

Si muove anche il Viminale

Nel resto del Paese i controlli, per espressa richiesta del Viminale, saranno sempre più stringenti. Il capo di gabinetto del ministero dell'Interno, Bruno Frattasi, ha indirizzato una circolare ai prefetti allo scopo di adottare tutte le iniziative di propria competenza per limitare il rischio del contagio. Nella circolare si ribadisce "l'impegno delle Forze di polizia nell'assicurare il rispetto delle disposizioni anti-Covid attraverso i servizi di prevenzione generale che caratterizzano le attività di controllo del territorio, come anche la possibilità di controlli mirati in relazione ai luoghi urbani e alle fasce orarie di maggiore affollamento". Se non bastasse, scenderanno in campo anche i militari. Le attività di controllo potranno essere modulate - si legge nella circolare - "con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l'eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo 'Strade Sicure', nel quadro del pertinente Piano di Impiego'".

La situazione in Campania e in altre regioni a rischio

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In questo contesto un piano “ad hoc” potrebbe essere valutato per la Campania, una delle regioni con la più alta densità abitativa e ora con il più alto numero di contagi giornalieri. A chiederlo nelle prossime ore sarà il governatore Vincenzo De Luca, che al Viminale incontrerà il ministro dell'Interno e il capo della Polizia: dai prossimi giorni sarà disposto un significativo aumento dei pattugliamenti, controlli mirati e più sanzioni. Stesse richieste dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha chiesto al Prefetto l'ausilio dell'esercito nel fine settimana anche nella sua città. Anche nella Capitale i controlli sono ormai a tappeto, soprattutto nei luoghi della movida, poche ore dopo l'ordinanza regionale sull'obbligo della maschera all'aperto. Dopo Campania, Lazio, Sicilia, Calabria, Piemonte e Basilicata, dalla strada fino alle minori limitazioni a seconda dei luoghi di assembramento, ora anche nelle Marche chi non indossa il dispositivo sarà multato.

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