Coronavirus, Locatelli (Cts): "L'Italia non rischia un nuovo lockdown"

Salute e Benessere

L’esperto spiega che rispetto alla scorsa primavera, ora la situazione è diversa: il Paese è preparato e ci sono delle terapie in grado di rallentare la malattia. Inoltre, presto dovrebbero arrivare anche i vaccini e dei medicinali efficaci come gli anticorpi monoclonali

Anche se in Italia i numeri relativi all’andamento del contagio da Covid-19 sollevano una certa preoccupazione, il Paese non rischia un secondo lockdown. A dichiararlo, nel corso di un’intervista a Repubblica, è stato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts). L’esperto ha spiegato che, rispetto alla scorsa primavera, ora la situazione è diversa: il Paese è preparato e ci sono delle terapie in grado di rallentare la malattia. Inoltre, presto dovrebbero arrivare anche i vaccini e dei medicinali efficaci come gli anticorpi monoclonali.

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli in conferenza stampa alla protezione civile per fare un punto sulla situazione del coronavirus in Italia, Roma, 5 marzo 2020.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) - ©Ansa

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Parlando della riapertura delle scuole, Locatelli ha dichiarato che per ora non sembra aver avuto un impatto sul numero di contagi. “È passato poco tempo dall’apertura e comunque ci sono misure stringenti e percorsi attenti per garantire la sicurezza sia di chi ci lavora sia di chi ci va. Non ho la sfera di cristallo ma, a mio giudizio, alla fine la partita giocata negli istituti avrà un risultato largamente positivo”, ha aggiunto il membro del Cts. Locatelli ha poi spiegato che i numeri nelle terapie intensive stanno aumentando: ora i ricoverati solo quasi 300, mentre fino a poche settimane fa il numero era inferiore a 50. Per l’esperto, questo dato testimonia l’immutata capacità del coronavirus di provocare gravi danni all’organismo di chi viene infettato. “Credo che purtroppo, e sottolineo purtroppo, si tratti della più evidente smentita di chi diceva che il virus ha perso il potere di indurre danni gravi nelle persone fragili”.

 

L’invito al distanziamento sociale

Locatelli ha aggiunto che questi numeri indicano anche che l’epidemiologia del coronavirus è cambiata. Se durante la fase critica il problema era concentrato nel Nord Italia, nei mesi successivi al lockdown si è verificato un rilassamento delle misure di sicurezza, che ha favorito la circolazione tra le Regioni del Centro e del Sud. “Finché non c’è il vaccino dobbiamo convivere con il coronavirus, comportandoci nel modo più responsabile e prudente”, ha sottolineato Locatelli. Per l’esperto è essenziale ricordare l’importanza del distanziamento sociale, dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani e, soprattutto, della necessità di evitare gli assembramenti. Soffermandosi sulla scelta di alcune Regioni di introdurre l’uso delle mascherine anche all’aperto, Locatelli ha spiegato che utilizzarle anche all’esterno dell’ambiente domestico potrebbe contribuire a contenere la diffusione del virus.

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