Coronavirus, pubblicati verbali Cts: il 3 marzo si proponeva zona rossa ad Alzano-Nembro

Cronaca
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A partire da oggi i verbali delle riunioni del Comitato Tecnico Scientifico saranno resi disponibili dopo 45 giorni dalla data di svolgimento. Nel sito della Protezione Civile pubblicati i documenti dei primi mesi della pandemia in Italia. Il 12 febbraio si chiedeva di “verificare i posti letto disponibili per malattie infettive e rianimazione”. Ai primi di marzo la proposta di "adottare le opportune misure restrittive già adottate nei Comuni della zona rossa” anche nei due comuni in provincia di Bergamo

Una serie di verbali delle riunioni del Comitato Tecnico Scientifico sono stati pubblicati sul sito del Dipartimento della Protezione Civile. A partire da oggi, così come indicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, i verbali saranno resi disponibili dopo 45 giorni dalla data di svolgimento delle riunioni cui fanno riferimento, conciliando così l’autonomia di valutazione dei tecnici del Comitato con la corretta esigenza di trasparenza. Al momento sono disponibili 95 documenti a partire da quelli relativi alle prime riunioni di febbraio fino alla prima metà di luglio (CORONAVIRUS: LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI LIVE). Nei documenti, viene spiegato, "sono state oscurate le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti privati, anche societari, e dei prodotti sanitari di questi ultimi, allo scopo di contemperare le esigenze di trasparenza con quelle di riservatezza dei terzi". Sono stati, inoltre, omessi gli allegati e i documenti sottoposti alle valutazioni del Cts.

Riunione Cts 12 febbraio: “Verificare posti letto disponibili”

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Nel verbale - desecretato oggi - della riunione del Cts dello scorso febbraio 12 febbraio, quando non erano ancora stati registrati casi di Covid in Italia, si legge: "Emerge la necessità di verificare con precisione i dati relativi alla disponibilità locale di posti letto per malattie infettive, rianimazione e altri dati relativi ad attrezzature, staff e quanto necessario ad elaborare ipotesi di scenari di evoluzione dell'epidemia". Nella riunione in questione è stato presentato uno studio di Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler di Trento sugli scenari di diffusione del virus in Italia e l'impatto sul servizio sanitario.

Cts, il 26 febbraio: “No restrizioni oltre 10 comuni zona rossa”

Nella riunione dello scorso 26 febbraio il Comitato tecnico scientifico non riteneva ci fossero le condizioni per l'estensione delle restrizioni al movimento delle persone a nuove aree oltre ai 10 Comuni indicati come zona rossa dal Dpcm del 23 febbraio.

Verbale Cts 2 marzo: piano anti-epidemia resti riservato

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Nel verbale della riunione del Cts del 2 marzo scorso, pubblicato sul sito della Protezione civile, si legge invece che “sul ‘Piano di organizzazione della risposta dell'Italia in caso di epidemia' il Cts concorda di adottarlo nella versione finale; il piano sarà sottoscritto da tutti coloro che hanno contribuito al lavoro di ricerca, sarà successivamente validato dal Cts e presentato attraverso il coordinatore degli interventi (...) dott. Angelo Borrelli all'on.ministro Roberto Speranza. Il Cts sottolinea la necessità di mantenere 'riservato' il contenuto del piano".

Verbale Cts 3 marzo: zona rossa anche ad Alzano-Nembro 

Nella riunione del 3 marzo scorso, si è discusso della necessità o meno delle zone rosse in alcune aree. "Nel tardo pomeriggio sono giunti all'Iss i dati relativi ai comuni di Alzano Lombardo e Nembro (...) che sono poi esaminati dal Cts. Al proposito è stato sentito per via telefonica l'assessore Gallera e il dg Caiazzo della Regione Lombardia, che confermano i dati relativi all'aumento nella regione e, in particolare, nei due comuni menzionati". Il Cts propose "di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei Comuni della zona rossa anche in questi due comuni - prosegue il testo -, al fine di limitare la diffusione dell'infezione nelle aree contigue”.

Verbale 4 marzo: dubbi Cts su chiusura totale scuole

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Coronavirus, dal primo caso ai contagi: le tappe. FOTO

Richiesto di un parere dal ministro della Salute sull'opportunità di "chiudere le scuole di ogni ordine e grado sull'intero territorio nazionale", il Cts il 4 marzo mette a verbale che "le scelte di chiusura dovrebbero essere proporzionali alla diffusione dell'infezione virale" e che "non esistono attualmente dati che indirizzino inconfutabilmente sull'utilità di chiusura delle scuole indipendentemente dalla situazione epidemiologica locale. Alcuni modelli predittivi indicano che la chiusura delle scuole potrebbe garantire una limitata riduzione nella diffusione dell'infezione virale. Vi è consenso tra gli addetti ai lavori -che un'eventuale chiusura delle scuole è stimata essere efficace solo se di durata prolungata”. Il 5 marzo, il giorno dopo, il verbale riporta che "il Cts ribadisce che il testo elaborato nella giornata di ieri, in riferimento alla sospensione delle attività didattiche, non è in alcun modo in disaccordo con la decisione di sospensione presa dal Consiglio dei ministri".

Verbale del 7 marzo: così si chiuse Lombardia

"Nelle zone rosse si è osservata una lieve flessione nell'incremento dei casi, a cui corrisponde contemporaneamente un aumento dell'incidenza in aree precedentemente non rientranti nelle 'zone rosse' medesime". E' l'allarme che portò il Comitato tecnico scientifico nella riunione del 7 marzo a chiedere la chiusura dell'intera Lombardia, dopo aver acquisito dall'istituto Superiore di Sanità i dati aggiornati sulla diffusione del Coronavirus. "Il Comitato tecnico scientifico ribadisce la necessità di adottare tutte le azioni necessarie per rallentare la diffusione del virus", si legge nel verbale di quella riunione, che chiede di applicare "misure più rigorose" di quelle previste su tutto il territorio nazionale in Lombardia e in 11 province di Emilia Romagna, Marche, Veneto e Piemonte.

Cts il 13 marzo: mascherine sul lavoro non utili

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Nel verbale della riunione del 13 marzo il Comitato tecnico scientifico scrive: "Tutte le raccomandazioni scientifiche elaborate internazionalmente riportano chiaramente che non vi è evidenza per raccomandare indiscriminatamente ai lavoratori di indossare mascherine chirurgiche" per la protezione da Covid 19. Al contrario l'uso di questi dispositivi è "stringentemente raccomandato solo per gli operatori sanitari e per quei soggetti che abbiano sintomi respiratori". Il Cts quindi invitava ad adottare sui luoghi di lavoro altre misure, a partire dal distanziamento sociale. 

Verbale Cts 18 marzo: no farmaci di non provata efficacia 

Dal verbale della riunione del 18 marzo 2020, desecretato oggi, emerge che "l'uso di farmaci di non provata efficacia dovrebbe essere gestito nell'ambito di percorsi protocollari approvati o di studi clinici coordinati da Aifa. Il Cts ribadisce che qualsiasi deviazione da questo percorso avverrà sotto la diretta responsabilità del medico che prescrive queste terapie e della struttura ospedaliera che eroga il trattamento".

Verbale Cts 30 marzo: pensare a fase 2 ma lockdown per Pasqua 

Già il 30 marzo il Cts analizza le ipotesi del ministero della Salute sulla Fase 2, ritenendo necessario però prorogare il lockdown per tutto il periodo pasquale. Dai verbali desecretati, infatti emergono le attività di previsione della fase 2: "Un primo periodo con la continuazione delle misure di contenimento in vigore fino al 3 aprile; un periodo successivo per la previsione di un graduale allentamento, comunque guidato dalle evidenze epidemiologiche, delle misure di contenimento per un progressivo ritorno alla normalità Il giorno dopo il Cts condivide di prorogare le norme almeno fino al 18 aprile, ma contemporaneamente ritiene doveroso considerare la necessità di consentire a tutti i soggetti in età evolutiva di poter svolgere attività motorie e ludiche all'aria aperta. È "trascorso troppo tempo", è scritto nel verbale.

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