Scuola, via alle presentazioni delle domande per le supplenze 2020-2021: le novità

Cronaca
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Gli aspiranti insegnanti hanno tempo dalle ore 15 del 22 luglio fino alle ore 23.59 del 6 agosto per cercare di entrare nelle graduatorie provinciali e di istituto. Il procedimento è tutto telematico

In attesa di sapere come e quando si rientrerà in classe (LE POSSIBILI NUOVE REGOLE - AZZOLINA PUNTA SUI BANCHI MONOROTELLE) con le nuove norme dettate dal coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE), la macchina organizzativa della scuola si è già messa in moto per il nuovo anno scolastico 2020-2021. Dalle 15 di oggi 22 luglio, infatti, gli insegnanti che vogliono tentare di ottenere una supplenza possono inviare le proprie domande, che dovranno arrivare al Miur entro la mezzanotte del 6 agosto.

Invio solo online

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Tra le prime novità c'è l'invio solo per via telematico della domanda: la procedura è interamente digitalizzata, con un sistema che ha l'obiettivo di consentire una più rapida assegnazione delle cattedre vacanti. I professori devono scaricare l'app “Istanze on Line (POLIS)” e seguire le istruzioni. Sarà necessario possedere le credenziali SPID, o in alternativa, un’utenza valida per l'accesso ai servizi presenti nell’area riservata del Miur con l’abilitazione specifica al servizio “Istanze on Line".

Domanda solo in un'unica provincia

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Altra novità riguarda dove richiedere la possibile supplenza: come specifica il Miur nella pagina dedicata, si potrà richiedere di partecipare alla procedura in un’unica provincia. Così come prevede il decreto che sarà pubblicato oggi, 22 luglio, sul sito del Ministero dell’Istruzione con tutte le indicazioni operative.

Ministro Azzolina: "Una vera rivoluzione"

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“Quella che sta partendo è una vera e propria rivoluzione una modernizzazione del sistema che era doverosa e attesa". Così il ministro Lucia Azzolina ha presentato qualche giorno fa le novità delle domande di supplenza. "Rendiamo più efficiente la chiamata dei supplenti, garantendo una copertura più rapida delle cattedre che restano vacanti dopo le assunzioni. Un risultato che farà bene alla scuola e che consentirà agli insegnanti di avere in tempi certi un contratto, ma che soprattutto guarda al diritto dei nostri ragazzi ad avere quanto prima tutti i docenti in cattedra”.

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