Caso procure, Creazzo presenta ricorso al Tar contro la nomina di Prestipino

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Il procedimento sarebbe basato sul fatto che il procuratore capo di Firenze avrebbe più titoli del procuratore della Repubblica di Roma, cosa che non è stata valutata in sede decisionale. Anche il procuratore generale di Firenze, Viola, ha impugnato la nomina

Il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo ha formalmente presentato ricorso al Tar del Lazio contro la nomina di Michele Prestipino Giarritta a procuratore della Repubblica di Roma. Il ricorso sarebbe basato sul fatto che Creazzo, procuratore capo a Palmi dal 2009 e a Firenze dal 2014, avrebbe più titoli di Prestipino, procuratore aggiunto e reggente della procura di Roma, per essere designato all'incarico.

Anche Viola presenta ricorso

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Anche il Procuratore generale di Firenze, Marcello Viola, poche ore prima aveva impugnato la stessa nomina, come ha reso noto Girolamo Rubino, avvocato di Viola. Due avvenimenti che rientrano a pieno titolo nel caso procure, da giorni tornato sulle prime pagine dei giornali dopo che il magistrato Luca Palamara è stato espulso dall'Associazione nazionale magistrati

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L'incrocio tra il nome di Palamara e quelli di Prestipino, Garrazzo e Viola parte nel maggio 2019, quando la V Commissione del Csm avanza una proposta di delibera assunta a maggioranza a favore di Viola, una per Francesco Lo Voi e una per Creazzo. Successivamente la procura di Perugia avvia l'indagine su Palamara e alcuni componenti del Csm. Il Consiglio superiore dispone così la revoca delle proposte originariamente formulate e nel gennaio 2020 vengono prosposti Lo Voi, Creazzo e Prestipino, nominato poi il 4 marzo 2020 in plenum, a seguito di un doppio ballottaggio.

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Il 20 giugno, invece, è arrivata la decisione dell'Anm nei confronti dell'ex pm di Perugia, espulso per gravi e reiterate violazioni del codice etico. Palamara ha accusato subito l'Associazione di essere stato preso come "capro espiatorio di un sistema". A rispondergli a stretto giro è il nuovo presidente di Anm, Luca Poniz, il quale ha dichiarato che "non c'è nessun capro espiatorio, abbiamo affrontato un'incolpazione disciplinare che riguardava un fatto specifico" (VIDEO).

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