Coronavirus in Veneto, Zaia: "Il lockdown per noi non esiste più"

Cronaca

Il governatore sottolinea come "il trend positivo sui positivi faccia preparare bene alla ripartenza”. "Se dipendesse da me riaprirei tutto il 4 maggio con gradualità e senso di responsabilità”, aggiunge. Questa mattina i casi totali hanno raggiunto quota 15.374 (+155)

"Il trend positivo sui positivi (al coronavirus, ndr) ci fa preparare bene alla ripartenza: il lockdown non esiste più". A dirlo è il governatore del Veneto Luca Zaia, spiegando che "stiamo lavorando alacremente per presentare un progetto di messa in sicurezza per la ripartenza”. "Se dipendesse da me riaprirei tutto il 4 maggio con gradualità e senso di responsabilità”, ribadisce, in linea con le dichiarazioni di ieri condivise anche da diversi altri governatori. I casi i positivi al Sars-Covid2 in Veneto questa mattina hanno intanto raggiunto quota 15.374, 155 in più della rilevazione di ieri sera, ma calano i decessi mentre i casi attualmente positivi sono 10.618, rende noto il bollettino della Regione Veneto (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE).

Calano i pazienti in terapia intensiva

I pazienti in terapia intensiva sono 197: tre in meno rispetto a ieri. I decessi sono 8, dato che porta a 877 il totale delle vittime. I pazienti in area non critica sono 1.359 (4 in più), i casi di negativizzati virologici 3.730. Il numero dei soggetti in isolamento è pari a 13.489. I dimessi sono 1.958 (FOTO SIMBOLO - LE TAPPE - LE GRAFICHE).

Zaia: "Avremmo fatto prima, ma è il governo a decidere"

Il piano di ripartenza del Veneto "non sarà l'ufficio complicazioni affari semplici”, promette Zaia. Comprenderà, spiega, "termometri, mascherine, guanti, gel, tutte cose sostenibili per le aziende". Zaia assicura che il Veneto "è pronto anche a una pre-apertura prima del 4 maggio”. “È il governo che deve fare i provvedimenti, altrimenti avremmo fatto molte cose prima”, ha detto poi Zaia rispondendo a una domanda sul piano - allo studio del ministro Patuanelli - per la ripartenza delle imprese il 22 aprile per chi lavora in sicurezza con adeguate misure di distanziamento. "Bisogna che venga fatto un dpcm - aggiunge, dicendo di non voler fare polemiche - per far aprire prima".

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