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Coronavirus, i medici morti salgono a 41, 18 erano di base. "Subito altri test"

Dottoressa Rogliani: "Virus circolava da inizio febbraio"

3' di lettura

A Torino morto un medico che era in pensione ma prestava servizio in una casa di riposo. Vittime anche a Foggia, Novara e Lucca. Oltre 6mila i contagiati. In una lettera sul British Medical Journal del presidente Fnomceo Filippo Anelli, la richiesta di misure immediate

Continua a salire il bilancio dei medici deceduti a causa dell'epidemia di Covid-19 (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LA LETTERA DI CONTE A UN'INFERMIERA). Al momento le vittime sono 41. Alle 33 registrate ieri, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), se ne sono aggiunte otto, tra Bergamo, Torino, Foggia, Novara e Lucca. Fra le vittime, anche 18 medici di base. Aumenta anche il numero degli operatori sanitari contagiati: secondo gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità, sono saliti a 6.205, vale a dire più del 9% dei casi totali (LA SITUAZIONE IN ITALIA: MAPPA - LA DIFFUSIONE GLOBALE IN UNA MAPPA ANIMATA - LE FOTO SIMBOLO DELL'EMERGENZA).

Decessi dal Piemonte alla Toscana

A Torino è morto un medico di famiglia che era in pensione, ma che prestava servizio in una casa di riposo, stando a quanto riferisce la Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) del Piemonte. Da giorni era ricoverato nel reparto di terapia intensiva di un ospedale del Cuneese. Al momento risultano contagiati, stando a quanto si è appreso, anche la moglie, un fratello e una nipote. Sono morti anche un medico di continuità assistenziale di Foggia e un medico pensionato di Bergamo. A questi decessi, si aggiungo poi quelli di un odontoiatra di Lucca, e di un direttore sanitario a Novara.

Le richieste dei medici: "Subito altre protezioni e test"

Proprio i medici italiani, in una lettera pubblicata sul British Medical Journal a firma del presidente Fnomceo Filippo Anelli, chiedono alcune misure immediate perché sia garantita la loro salute: sbloccare immediatamente le forniture di dispositivi di protezione individuale ed eseguire test a risposta rapida, seguiti da tamponi, in maniera sistematica a tutti gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato che mostrano sintomi di infezione anche lieve e in assenza di febbre o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati (LE TAPPE - I PAESI CON IL MAGGIOR NUMERO DI CONTAGI - LE DOMANDE E LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI)

Bonometti: "Mascherine bloccate da dogane"

Il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, denuncia invece il blocco di alcune mascherine al confine. ”In un momento di grande difficoltà, richiamandoci all'unità e al buon senso, lanciamo un grido d'allarme per la mancanza di materiale di protezione negli ospedali, per quei medici, infermieri, operatori sanitari che ogni giorno contribuiscono alla cura dei nostri malati. Al di la delle chiacchiere servono fatti concreti. Purtroppo ancora oggi le dogane ci vietano di fare entrare questo tipo di materiale in Italia”, dichiara.

Data ultima modifica 26 marzo 2020 ore 20:00

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