Frode all'Iva per 100 milioni: sgominata un'organizzazione criminale. FOTO
La Guardia di Finanza, nell'ambito dell'operazione "Fuel Discount", ha sgominato la banda responsabile che riciclava sia nel nostro Paese che all'estero il denaro illecitamente accumulato. LA FOTOGALLERY
Le Fiamme Gialle, nell'ambito dell’operazione "Fuel Discount", hanno sgominato una organizzazione criminale che ha sottratto circa 100 milioni all'Iva
Maxi frode all'Iva per oltre 100 milioni, arresti in tutta Italia
A capo dell'organizzazione c’era un quarantacinquenne di Roma, noto come "Semidio" e "Gesù", che si occupava della gestione operativa della società
Insieme a lui, ai vertici della società criminale, c'erano anche un uomo soprannominato "Romeo", 41enne domiciliato in una lussuosa villa nel'area Est di Roma e un altro noto come "Stefano", napoletano di 47 anni fratello di un membro del clan camorristico Polverino
Dalle indagini è stato possibile fare luce su un sistema di frodi che in poco più di due anni ha sottratto circa 100 milioni di Iva
I proventi illecitamente accumulati venivano riciclati sia in Italia che all'estero
L'indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Pavia Maria Venditti e dal sostituto Alberto Palermo
La Guardia di Finanza, questa mattina, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 soggetti
A far insospettire la Guardia di Finanza di Pavia è stato l'aumento considerevole di cisterne provenienti da Slovenia e Croazia in un deposito di Vigevano
Grazie anche al supporto della Polizia stradale e dell'ufficio delle dogane, le Fiamme Gialle hanno così smascherato un sistema di frodi a carosello
Il meccanismo prevedeva la falsificazione dei bilanci delle società (ai domiciliari è finito anche un commercialista di 54 anni di Pavia) e il mancato versamento delle imposte
In sostanza, il carburante veniva acquistato nella Repubblica Ceca, a Cipro, in Croazia, Romania e Slovenia attraverso società di comodo
Successivamente, con un giro di fatture false del valore stimato di 400 milioni di euro, rivendevano il carburante o lo utilizzavano in una serie di distributori stradali che gestivano fra Piemonte, Veneto e Lombardia
Il denaro così ricavato serviva a pagare provvigioni e stipendi in nero
Tra gli acquisti effettuati con il denaro ricavato illecitamente anche auto lussuose come Lamborghini, Porsche e Ferrari e un orologio Patek Philippe da centomila euro
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'organizzazione criminale si stava "rapidamente" espandendo in Italia e all'estero grazie ai guadagni "ingenti" accumulati "in pochissimo tempo" e "al calibro criminale dei suoi vertici"