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Liliana Segre, assegnata la scorta alla senatrice a vita

Liliana Segre, assegnata scorta a senatrice a vita

4' di lettura

Il prefetto di Milano le ha assegnato la protezione personale dopo le minacce ricevute. Due carabinieri la accompagneranno in ogni suo spostamento

La senatrice a vita Liliana Segre da oggi avrà due carabinieri del Comando provinciale di Milano che la accompagneranno in ogni suo spostamento. La decisione è arrivata nel pomeriggio di ieri dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Renato Saccone, su indicazioni anche del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Protezione personale per la senatrice a vita

Una decisione che arriva in seguito alle minacce via web e allo striscione di Forza nuova esposto nel corso di un appuntamento pubblico a cui partecipava a Milano. L’ipotesi di assegnare una protezione personale alla senatrice a vita (ex deportata ad Auschwitz) era sotto esame già da tempo. Nel 2018 era stato aperto un fascicolo in Procura sotto il coordinamento del pool antiterrorismo del magistrato Alberto Nobili, ma è stato l’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a inserire il provvedimento di tutela nelle priorità.
Intanto la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta contro ignoti sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web. Attraverso i canali dei social network la Segre riceve in media 200 messaggi di odio al giorno.

La solidarietà del sindaco di Milano

"Liliana Segre ha la mia amicizia e la mia stima e anche la mia vicinanza. Noi faremo tutto il possibile non solo per sostenere Liliana, ma per sostenere una battaglia che a mio parere è molto contemporanea", quella dell'antifascismo. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso la sua solidarietà alla senatrice a vita da oggi sotto scorta. "Purtroppo ci stiamo confrontando con forme di fascismo diverso, mi sembra un fascismo 2.0. Il fascismo è sempre stato intriso di una dose di razzismo. Una volta la razza da colpire era quella ebraica, mentre oggi si va sul colore della pelle o su altri tipi di diversità. E da sindaco di Milano io sento che più che mai bisogna battersi". 

Il tweet dell'ambasciatore d'Israele in Italia

Il commento dell’ambasciatore d’Israele in Italia, Dror Eydar, arriva via Twitter: “Sgomento per la notizia della scorta alla senatrice Segre. A lei la nostra solidarietà e il ringraziamento per l'impegno contro l’odio razziale. Una sopravvissuta di 89 anni sotto scorta simboleggia il pericolo che corrono le comunità ebraiche ancora oggi in Europa. Apprezziamo lo sforzo delle autorità italiane nel combattere l'antisemitismo e invitiamo anche il governo italiano al recepimento della definizione di antisemitismo dell’IHRA. Un impegno preso dalla Camera dei Deputati e dal Presidente Conte”.

 

La comunità ebraica di Roma: "Necessita ripensamento culturale"

Il vicepresidente della comunità ebraica di Roma Ruben Della Rocca ha commentato: "Non finiremo mai di ringraziare le forze dell'ordine per quello che fanno ma è l'idea che è aberrante. Significa che si teme che qualcuno possa far male anche ai nostri bambini, che le esigenze di tutela permangono. E non lo dico io, si evince dalle scelte di sicurezza. E se pure una senatrice, sopravvissuta, ha bisogno di una scorta significa che stiamo messi male... Auschwitz non è bastato? C’è bisogno di un profondo ripensamento culturale e valoriale in questo paese".

Salvini: "Anche io ricevo minacce"

"Anche io ricevo minacce, ogni giorno. Le minacce contro la Segre, contro Salvini, contro chiunque sono gravissime". Così il leader leghista Matteo Salvini ha commentato l'assegnazione della scorta alla senatrice a vita. Tra Segre e Salvini c'era stato un dibattito a distanza dopo l'astensione del centrodestra al voto sulla commissione parlamentare contro razzismo e antisemitismo. "Non vorremmo che qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovverosia il ‘prima gli italiani’", aveva detto inizialmente il leader della Lega. Poi però aveva aggiunto: "Liliana Segre è una persona che merita tutto il mio rispetto e le chiederò quanto prima un incontro". La replica della senatrice non si era fatta attendere: "Incontrerò Salvini se lui mi vuole incontrare. Se io non odio, perchè non dovrei aprire la porta?".

Mirabelli: "Mancanza di rispetto"

"Il fatto che Matteo Salvini si voglia paragonare a Liliana Segre perchè anche lui riceve minacce, non solo è una mancanza di rispetto per una storia, ma conferma l'analfabetismo di chi non capisce cosa è stata la tragedia della Shoah e quali sono i rischi di oggi". Lo scrive su Twitter il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd.
 

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