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Napoli, navigator senza contratto scrivono a Conte: "Stop scontro tra Pd e M5S su di noi"

3' di lettura

Protestano i navigator della Campania, l'unica regione a non aver firmato la convenzione necessaria ad avviare 471 assunzioni perché il presidente Vincenzo De Luca è contrario.

Al quarto giorno di sciopero della fame, alcuni dei navigator campani in piazza da oltre un mese scrivono al premier Giuseppe Conte e al nuovo governo giallorosso chiedendo di fermare quella che descrivono come una "violenza istituzionale". I 471 navigator della Campania, figure che dovrebbero essere utilizzate per la "fase due" del reddito di cittadinanza, quella della ricerca di un lavoro, sono gli unici in Italia senza contratto perché il presidente della Regione, Vincenzo De Luca del Partito Democratico, è contrario alla misura e non ha firmato la convenzione necessaria alle assunzioni. Di fatto, a causa dello scontro politico si rischia la paralisi proprio dove c'è stato il record di domande per ottenere il beneficio.

La lettera dei navigator al premier Conte

Alla luce del nuovo governo, un'alleanza tra il Pd e il Movimento 5 Stelle promotore della riforma, i cinque in sciopero della fame scrivono un appello al premier: "Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte - si legge -  in virtù dell’accordo politico tra M5S e PD, i navigator campani in sciopero della fame per l’impasse politica tra il Governatore De Luca e il Movimento 5 Stelle Le chiedono che il primo atto ufficiale che Lei vorrà sancire, al di là delle poltrone e dei giusti equilibri politici, mediati e concordati con il Presidente Mattarella, sia quello di voler sollecitare la firma del Presidente della Regione Campania De Luca della convenzione operativa con Anpal per i 471 navigator campani come segnale politico forte di tale accordo". 

Una protesta che dura da più di un mese

La protesta dura da tempo, e da tempo dura il muro contro muro tra le due parti. Intanto restano senza lavoro 471 persone: alcune laureate e con master, altre di mezza età e con famiglie da mantenere. "Noi scioperanti - si legge ancora nell'accorato appello - Così come le nostre famiglie, i nostri affetti e tutti i nostri colleghi, non possiamo più accettare che questa inattesa, assurda e inconcepibile vicenda prosegua un’ora di più. Confidiamo nella Sua sensibilità istituzionale dimostrata nei Suoi atti che, con l’appoggio e la regia del Presidente Mattarella a cui ci siamo appellati, vogliate mettere fine a questa violenza istituzionale che stiamo subendo da oltre quaranta giorni". 

 

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