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Strage discoteca Corinaldo, 7 arresti: "Banda di rapinatori seriali, spruzzarono spray"

4' di lettura

In carcere 6 giovani tra i 19 e i 22 anni - residenti nel Modenese, erano alla Lanterna azzurra la sera in cui doveva esibirsi il trapper Sfera Ebbasta - e un ricettatore 65enne. Farebbero parte di una banda dedita alle rapine in discoteca spruzzando spray urticante

Sono accusati di aver spruzzato spray urticante nel locale e, dunque, di omicidio preterintenzionale e lesioni per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo in cui, tra il 7 e l'8 dicembre scorsi, morirono cinque giovani e una madre 39enne. I carabinieri di Ancona hanno arrestato sette persone. In carcere sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti residenti nel Modenese, che erano alla Lanterna azzurra, dove quella sera doveva esibirsi il trapper Sfera Ebbasta (IL CANTANTE SU INSTAGRAM: NON HO PACE). I giovani farebbero parte di una banda dedita alle rapine in discoteca, con l'utilizzo di spray al peperoncino. Nella conferenza stampa in Procura è stato chiarito che i giovani sarebbero responsabili di molteplici furti e "agivano con stabilità" (LE PAROLE DEL CAPO DELLA PROCURA). Arrestata anche una settima persona, un ricettatore con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto. L'uomo, è stato precisato, veniva contattato anche prima del furto (LE TAPPE DEL CASO).

Chi sono gli arrestati

I sei giovani componenti della presunta banda sono tutti residenti nel Modenese. Si tratta di due diciannovenni residenti a San Prospero, un 21enne di origini marocchine e un 20enne residenti a Bomporto, un 22enne nato a Tunisi e residente a Castelnuovo Rangone e un 19enne residente a San Cesario sul Panaro. Della banda, dicono gli investigatori, faceva parte anche un settimo ragazzo, un diciannovenne che è morto nel corso delle indagini in un incidente stradale. Il presunto ricettatore, poi, è un 65enne residente a Castelfranco Emilia. A partire da lunedì si svolgeranno gli interrogatori di garanzia.

Si indaga su altri episodi

La banda, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto responsabilità anche in episodi di furto simili avvenuti in discoteche a Verona, Padova, Porto Recanati (Macerata), Como e in un furto commesso in un'area di servizio sull'A14 a Chiaravalle (Ancona) tra marzo e giugno scorsi. Si sta indagando anche su altri episodi, una sessantina in tutto, tra cui uno avvenuto a Disneyland Paris. Grazie alle rapine compiute con lo spray al peperoncino, secondo le indagini, i giovani riuscivano a mettersi in tasca circa 15mila euro al mese.

Rapinato anche chi soccorreva un ragazzo caduto

Durante la conferenza stampa è emerso anche che a Corinaldo, mentre nella discoteca la gente provava a mettersi in salvo, la banda ha rapinato una persona che stava soccorrendo un ragazzo caduto nella calca. Sulla bomboletta vuota di spray urticante ritrovata nella discoteca, poi, è stato rinvenuto il dna di uno dei sei arrestati dai carabinieri. Elementi utili alle indagini sono arrivati anche da celle telefoniche e movimenti Telepass.

La tragedia in discoteca a Corinaldo

Erano le 00.30 dell'8 dicembre, quando nella discoteca Lanterna Azzurra si scatenò il panico per la diffusioone di una sostanza urticante spruzzata all'interno del locale. Decine di ragazzi si accalcarono, tentando di uscire all'esterno, ma la balaustra non resse. Persero la vita 5 minorenni e una madre che aveva accompagnato la figlia al concerto. Da quel giorno sono partite le indagini dei carabinieri sia sulla sicurezza del locale, che è stato posto sotto sequestro, sia per cercare di individuare chi quella sera spruzzò nel locale lo spray urticante.

Le indagini

L'inchiesta della procura di Ancona, prima dei 7 arresti effettuati nella notte dai carabinieri, aveva coinvolto 18 persone, una delle quali minorenne all'epoca dei fatti. Si tratta dei tre gestori del locale, i quattro proprietari dell'immobile, un addetto alla sicurezza, un dj, il sindaco di Corinaldo, i cinque membri effettivi della commissione di vigilanza, e due tecnici, che hanno assistito i gestori nelle pratiche per l'ottenimento del permesso di un locale che, secondo gli inquirenti, risulterebbe essere un magazzino agricolo, ed è stato posto sotto sequestro preventivo. Per tutti e 17 le ipotesi di reato sono di concorso nell'omicidio colposo plurimo aggravato e disastro colposo, mentre per i sei della commissione di vigilanza e i due tecnici c'è l'ipotesi di falso ideologico. Il diciottesimo indagato, dalla procura dei minori, è un 17enne all'epoca dei fatti, sospettato pochi giorni dopo la strage di aver utilizzato uno spray al peperoncino all'interno del locale. Il ragazzo ha sempre detto agli inquirenti di essere altrove la notte della tragedia.

Data ultima modifica 03 agosto 2019 ore 18:50

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