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Processo a Sala per l'appalto Piastra di Expo, le tappe della vicenda

5' di lettura

Il sindaco di Milano è stato condannato a sei mesi per falso convertiti in pena pecuniaria di 45mila euro, mentre in altri filoni dell'indagine, è stato prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio. Archiviata anche una contestazione di turbativa d'asta

Dall'iscrizione nel registro degli indagati del dicembre 2016 alla condanna a sei mesi, convertita in pena pecuniaria di 45mila euro, del luglio 2019. Ecco tutte le tappe dell'indagine e, successivamente, del processo sull'appalto per la Piastra dei Servizi di Expo 2015 che ha visto tra i coinvolti il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, imputato con l’accusa di falso. I pg avevano chiesto per Sala, che è stato commissario unico dell’Esposizione Universale di Milano dal 2013 al 2015, una condanna a un anno e un mese. In precedenza, in altri filoni dell'indagine, il sindaco milanese è stato prosciolto dal gup (decisione confermata in appello) da un'accusa di abuso d’ufficio. Archiviata inoltre, nei suoi confronti, una contestazione di turbativa d’asta.

Che cosa è l’indagine “Piastra”

L’indagine “Piastra”, avviata dalla Procura di Milano tra il 2012 e il 2013, ha preso impulso dopo la trasmissione di alcuni atti dell'inchiesta di Venezia sul Mose e, tra l’altro, anche per le dichiarazioni di Angelo Paris, ex manager dell’Expo 2015. L'indagine riguarda la gara d’appalto del valore di 272 milioni, la più rilevante dal punto di vista economico dell'Esposizione Universale.

Dicembre 2016, Sala indagato per falso

Dal 16 dicembre 2016, Sala risulta indagato per falso dalla Procura generale milanese, in qualità di ex ad ed ex commissario unico di Expo. Il sindaco milanese è indagato, insieme ad altre 5 persone, tra cui l’ex manager di Expo Angelo Paris. Secondo l'accusato, Sala ha retrodatato due verbali della commissione giudicatrice della gara sull'appalto della Piastra. Quel giorno il sindaco dichiara: ”Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di sindaco”. Il 20 dicembre 2016, il primo cittadino torna al lavoro a Palazzo Marino.

Giugno 2017, Sala indagato per turbativa d’asta

A giugno 2017, Sala viene indagato dalla Procura generale di Milano anche per l’ipotesi di turbativa d'asta riguardo a un appalto per la fornitura di alberi a Expo. L’ex commissario, secondo l’accusa, avrebbe confezionato, in sostanza, un bando su misura dell’Associazione lombarda florovivaisti, anche su "pressione di esponenti politici della Regione", per la fornitura di alberi e arredi a verde per l’evento. Sala si difende: ”Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l'Italia e per Milano. Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città"

Settembre 2017, pg: Sala a processo ma solo per falso

Il 19 settembre 2017, la Procura generale di Milano chiede il processo per il sindaco di Milano, per l'accusa di falso ideologico e materiale, ma non per quella di turbativa d’asta. Quest’ultima contestazione, che compariva nell'avviso di chiusura indagini, viene stralciata in vista dell'archiviazione che arriva poi nell'ottobre 2018.

5 dicembre 2017, Sala: “Io innocente, vado subito a processo”

Il 5 dicembre 2017, Sala a pochi giorni dall’udienza preliminare fissata per il 14 dicembre, attraverso i suoi legali chiede di essere processato con il rito immediato. La richiesta di giudizio immediato da parte dell'imputato per legge viene accolta 'de plano’.

Dicembre 2017, l’accusa di concorso in abuso d’ufficio

Qualche giorno dopo, il 13 dicembre 2017, il sindaco di Milano, già a processo per l'accusa di falso, viene indagato anche per concorso in abuso d'ufficio per la vicenda del “verde”. L’originaria accusa, poi stralciata, in questo filone dell’inchiesta, era di concorso in turbativa d’asta. La nuova accusa contestata a Sala, riguarda presunte irregolarità nell'affidamento "diretto" di una "fornitura di essenze arboree” alla Mantovani spa (che subappalto' poi il lavoro ad altra impresa) per l'importo di 4,3 milioni di euro quando l’effettivo valore sarebbe stato inferiore, ossia di 1,6 milioni.

Marzo 2018, Sala prosciolto dall’accusa di abuso d’ufficio

Accusa quella di abuso d’ufficio, che cade nel marzo 2018, su decisione del gup Giovanna Campanile. Dalle motivazioni della sentenza, pubblicate a maggio 2018, si evince che non fu violata in alcun modo la legge nella gara per la fornitura di 6 mila alberi ed arbusti da piantare come arredo tra i padiglioni di Expo in quanto i poteri di deroga, da parte di Sala, avevano reso "del tutto legittimo" l’affidamento diretto dell’appalto. Nel gennaio 2019 la sentenza di primo grado è stata confermata dalla Corte d’appello.

Maggio 2019, pg Milano chiedono 13 mesi per falso

Il 13 maggio 2019, un anno e un mese sono stati chiesti dal sostituto pg di Milano Massimo Gaballo per Sala, nel filone dell’inchiesta che vede il sindaco accusato di falso. Da commissario Expo, Sala avrebbe retrodatato  due verbali con cui, nel maggio del 2012, sono stati sostituiti due componenti della commissione di gara per l'assegnazione del maxi appalto, vinto dalla Mantovani, per evitare di dover annullare la procedura.

Luglio 2019, Sala condannato a sei mesi

Il 5 luglio 2019, Sala viene condannato a sei mesi di reclusione, convertiti in pena pecuniaria di 45 mila euro. La sentenza è stata emessa dai giudici della decima sezione penale. "Questa sentenza non produrrà effetti sulla mia capacita di essere sindaco di Milano", dice Sala dopo la condanna. "Assicuro i milanesi - ha aggiunto - che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato. Di guardare avanti ora non me la sento".

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