Migranti, comandante Mare Jonio risponde ai pm e si commuove: “Mio cugino morto in mare”

Cronaca

Pietro Marrone sentito dagli inquirenti: è l’unico indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e mancato rispetto dell'ordine imposto dalle autorità di arrestare la nave della ong Mediterranea approdata a Lampedusa

Ha risposto alle domande dei pm Pietro Marrone, il comandante della nave "Mare Jonio" che è l’unico iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e mancato rispetto dell'ordine imposto dalle autorità di arrestare la nave della ong Mediterranea Saving Humans approdata a Lampedusa con 50 migranti soccorsi al largo della Libia. Marrone ha cercato di fare chiarezza su quanto accaduto e durante l’interrogatorio si è anche commosso. “Mio cugino è morto in mare”, ha detto. Domani, venerdì, i pm sentiranno Luca Casarini, capo missione della "Mare Jonio".

Marrone ha risposto alle domande dei pm

L’interrogatorio di Marrone, iniziato in mattinata, si è concluso poco prima delle 21. È stato svolto dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dal pm Cecilia Baravelli, che coordinano l'inchiesta aperta dalla Procura di Agrigento. Pietro Marrone ha risposto alle domande ricostruendo le fasi del soccorso. Il marinaio è l'unico iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a navi militari perché non ha eseguito l'ordine del pattugliatore della Finanza di spegnere i motori quando lo scafo si trovava di fronte all'isola di Lampedusa. L'indagato, fuori dalla caserma, ha sostenuto di avere agito nella legalità così come ribadito più volte dalla portavoce di Mediterranea, Alessandra Sciurba, e dall'armatore Beppe Caccia.

Acquisiti anche alcuni filmati del salvataggio

Anche loro, come altri membri dell’equipaggio della “Mare Jonio”, sono in attesa di essere sentiti dagli inquirenti. Sono stati acquisiti anche alcuni filmati del salvataggio dei 50 migranti a largo della Libia, poi approdati a Lampedusa, girati a bordo dell'imbarcazione dalla squadra di Mediterranea durante le fasi concitate. Intanto, la “Mare Jonio” rimane sotto sequestro nel molo commerciale dell'isola.

Salvini: "Chi avrà diritto rimarrà in Italia"

I 50 migranti, invece, si trovano nel centro in contrada Imbriacola e anche loro sono stati ascoltati (ma dagli agenti della squadra mobile di Agrigento). Si tratta di africani provenienti da Senegal, Nigeria, Gambia, Camerun, Guinea e Benin. "Chi avrà diritto rimarrà in Italia. Chi non avrà diritto seguirà le pratiche dell'allontanamento", ha detto il ministro degli Interni Matteo Salvini. A lui ha replicato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, tra i big sponsor di Mediterranea: "Salvini continua ad avvalersi della sua immunità parlamentare, farebbe bene a fare il ministro dell'Interno anziché fare il promotore di una cultura criminogena e disumana". E ha aggiunto: "Chiedo a chi sta indagando se non ritiene opportuno estendere anche a me questa indagine perché io mi sento assolutamente complice di questa iniziativa, siamo tutti complici del salvataggio di vite umane".

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