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Cara di Castelnuovo, trasferiti altri 75 migranti. Deputata di Leu blocca bus in uscita

5' di lettura

Il Centro a nord di Roma sarà chiuso entro il 31 gennaio: sfrattate complessivamente 500 persone. Il primo cittadino del paese, Riccardi Travaglini, annuncia ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Salvini: "Garantiamo diritti bambini"

Sono ricominciati questa mattina i trasferimenti dei migranti ospiti del Cara di Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, che verrà svuotato completamente entro il 31 gennaio: una decisione che ha creato molte polemiche (LE FOTO DEI TRASFERIMENTI). In partenza oggi un gruppo di 75 persone, mentre altre 320 saranno sgomberate entro sabato. Tensione davanti al Centro, con la deputata di Liberi e Uguali Rossella Muroni che è stata protagonista di una protesta simbolica: si è messa davanti a uno dei pullman con a bordo i migranti in partenza, impedendone l’uscita. Il gesto è stato accolto con un applauso da un gruppo di persone presenti fuori dalla struttura. Dopo i primi sfratti di ieri, molti migranti rimasti nel Centro hanno trascorso una notte insonne, in attesa di conoscere il loro futuro. Ieri pomeriggio Castelnuovo del Porto si è schierata dalla parte dei richiedenti asilo: si è svolta una "passeggiata pacifica di solidarietà" con partenza dalla chiesa di Santa Lucia per "essere vicini agli ospiti del Cara in via di trasferimento e ai lavoratori che rischiano di perdere il lavoro". Il sindaco della città ha intanto annunciato che presenterà ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Salvini: “Garantiamo i diritti dei bambini”

“Mi ero impegnato a chiudere le mega strutture dell’accoglienza, dove ci sono sprechi e reati, come a Bagnoli, a Castelnuovo di Porto, a Mineo. E lo stiamo facendo”, ha scritto su Twitter Matteo Salvini (IL VIDEO). E a proposito dei bambini che saranno distribuiti in altre regioni ha assicurato: “Il diritto alla salute è garantito a tutti, il diritto alla scuola pure, basta leggere per davvero il decreto Salvini, ora legge. I bambini non possono essere espulsi”.

Il sindaco: “Presenteremo ricorso alla Cedu”

"Si possono cambiare" le politiche di gestione dell'immigrazione, "ma non si possono sbattere le persone sulla strada", ha detto il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini (SINDACO: AFFITTO È UN FALSO PROBLEMA). "Io non ho interessi - ha spiegato - non entro nel merito politico del decreto sicurezza ma da sindaco chiamato a dare riposte immediate ai bisogni dei cittadini ribadisco che non è possibile mettere persone in mezzo alla strada da un giorno all'altro". "A Castelnuovo - ha ricordato - ne avremo 20 in queste condizioni, ho dovuto attivare i servizi socio assistenziali, ho dovuto fare un’ordinanza di protezione civile e allestire un presidio lì per le prime necessità di questi ragazzi. Mouna, 25 anni, una ragazza somala adesso è a casa mia, ha la protezione umanitaria fino al 2020 ma non ha più diritto all'accoglienza: per lei presenteremo ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo".

La chiusura del Cara

Il Cara di Castelnuovo di Porto, il secondo centro per rifugiati più grande d'Italia, è in via di chiusura, ufficialmente per lo scadere al 31 gennaio dell'appalto gestito dalla cooperativa Auxilium. Ma è certo che il suo smantellamento risente degli effetti del decreto sicurezza. Nel centro, che ospita 535 persone (401 uomini, 120 donne e 14 bambini), era andato a far visita nel Giovedì Santo del 2016 Papa Francesco, e la struttura era considerata un esempio virtuoso di accoglienza e integrazione. Ieri è partito un primo pullman con a bordo una trentina di ospiti, diretti in Basilicata. I titolari di protezione umanitaria - che hanno perso il diritto alla prima accoglienza per effetto del "decreto Salvini" convertito in legge - dovranno trovarsi da soli una sistemazione alternativa e rischiano di ritrovarsi in strada.  

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Data ultima modifica 23 gennaio 2019 ore 11:47

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