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Chiusura Cara Castelnuovo, il sindaco: "L’affitto è un falso problema"

I titoli di Sky Tg24 delle 17 del 23/01

2' di lettura

Riccardo Travaglini non condivide il provvedimento adottato dal Ministero che ha previsto lo svuotamento del centro entro fine mese. Il primo cittadino contesta motivazioni esclusivamente economiche: "Questi ragazzi aiutavano, erano integrati e adesso andranno via"

"Il Ministero basa tutta la sua scelta sul problema dell'affitto, che sarebbe troppo oneroso, ma dimentica che è una struttura pubblica". Così Riccardo Travaglini, sindaco di Castelnuovo Di Porto, dove sorge il Cara che verrà svuotato completamente entro il 31 gennaio su disposizione del ministero dell’Interno, ha commentato il provvedimento (LE FOTO DEI TRASFERIMENTI).

Il sindaco: "Ragazzi integrati che aiutavano"

Analizzando il provvedimento ministeriale il sindaco di Castelnuovo aggiunge: "Il Cara occupa solo una piccola parte di un complesso di 25 ettari coperti e abbandonati, che andrebbero invece gestiti e valorizzati". Travaglini ritiene dunque sbagliato prendere decisioni esclusivamente su basi economiche senza prendere in considerazione il valore sociale e culturale della struttura. "Nelle scuole c'era integrazione - aggiunge il sindaco - e ne beneficiava lo sport, il 'bomber' della nostra squadra ora andrà via, ma anche la parrocchia. Molti ragazzi aiutavano la Protezione Civile, il loro contributo è stato notevole durante l'ultima nevicata. Ora tutto questo è finito".

Ricorso alla Cedu per una ragazza

Già in precedenza, poco dopo l’inizio dello sgombero, il sindaco Travaglini si era detto in disaccordo con la decisione e aveva annunciato il ricorso alla Cedu (Convenzione europea per i diritti dell'uomo) per una ragazza: "Non si possono sbattere le persone sulla strada da un giorno all'altro. A Castelnuovo - ha ricordato - ne avremo 20 in queste condizioni, ho dovuto attivare i servizi socio assistenziali, ho dovuto fare un’ordinanza di protezione civile e allestire un presidio lì per le prime necessità di questi ragazzi. Mouna, 25 anni, una ragazza somala adesso è a casa mia, ha la protezione umanitaria fino al 2020 ma non ha più diritto all'accoglienza: per lei presenteremo ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo". Sempre in mattinata, il ministro Matteo Salvini ha affermato: "Mi ero impegnato a chiudere le mega strutture dell’accoglienza, dove ci sono sprechi e reati, come a Bagnoli, a Castelnuovo di Porto, a Mineo. E lo stiamo facendo" (IL VIDEO).

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